Emozionante passaggio di consegne nella parrocchia del Sacro Monte di Varese
Don Eros Monti raccoglie il testimone di don Sergio Ghisoni. Il cardinale olandese Eijk paragona Dio a un direttore d'orchestra
Il direttore d’orchestra del mondo, cioè Dio, come lo definisce il cardinale Willem Jacobus Eijk, ha riservato alle tante persone presenti lunedì 14 agosto alla Terrazza del Mosé una serata speciale. La santa messa che sanciva il passaggio di consegne nella parrocchia di Santa Maria del Monte di Varese tra don Sergio Ghisoni e don Eros Monti, si è svolta in uno scenario emozionante con condizioni perfette. Il clima mite, nonostante le nubi e i fulmini che di tanto in tanto rischiaravano tenuemente il cielo, una leggera brezza ristoratrice rispetto alla canicola patita a valle nelle ore precedenti, erano un invito ai fedeli, assiepati sulle gradinate, a godere di una scenografia naturale unica nel suo genere. Sulla linea dell’orizzonte le luci delle candele sembravano allungarsi fino a fondersi con quelle delle città, annullando ogni distanza, sotto lo sguardo della Madonna nera posizionata sulla terrazza, salutata dallo sventolio dei fazzoletti bianchi dei presenti.
A celebrare messa, oltre all’arcivescovo di Utrecht e primate d’Olanda, c’erano ben cinque parroci del territorio. Con i due protagonisti della “staffetta”, c’erano anche don Ambrogio Cortesi della parrocchia di Castiglione Olona, don Adriano Sandri di Velate e don Agostino Ferrario nel ruolo di cerimoniere. Una ventina di persone in tutto, se si aggiungono anche diaconi, chierichetti e volontari, fondamentali per la buona riuscita dell’evento.
Nella sua omelia il cardinale Eijk ha sottolineato che «un’orchestra per eseguire una sinfonia deve avere un buon direttore. È lui che dà il ritmo a tutti i membri dell’orchestra che si conformano. Solo così si ottiene un suono armonioso e non cacofonico, brutto e disordinato, che non accarezza le nostre orecchie».
Purtroppo sono in pochi ad ascoltare il direttore d’orchestra ecco perché, secondo l’arcivescovo di Utrecht, è necessario «rimetterlo in gioco».
Una metafora che è piaciuta molto a don Eros Monti che per la prima volta nella sua vita è alla guida di una comunità. «Noi siamo fatti per l’ascolto – ha sottolineato il nuovo parroco di Santa Maria del Monte – I rabbini dicevano che l’uomo ha una bocca e due orecchie perché è fatto per ascoltare e l’ascolto della parola del Signore diventa un’attitudine che permette di accogliere gli altri nella nostra vita. Stasera abbiamo celebrato Maria che è donna del silenzio e dell’ascolto».
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