Ascoltare per aprire gli occhi: l’affascinante mondo del podcast di Chiara Alessi e Diego Cajelli
Raccontare il bello attraverso la voce è un vero mestiere da artigiano. Lo hanno raccontato i protagonisti dell'incontro di GlocalArte

In un momento storico così difficile dove i fatti di cronaca e la guerra sono i protagonisti dell’informazione quotidiana può sembrare quasi superfluo occuparsi di temi che trattano la bellezza “Ma in un momento di dolore come questo per me la scoperta e la conoscenza dell’arte nel senso più ampio sono un immenso rifugio e conforto. Un aiuto per ricordaci che siamo capaci di fare cose meravigliose” spiega Chiara Alessi che apre con un affondo sul presente il panel di GlocalArte di Festival Glocal a Villa Panza insieme a Diego Cajelli moderati da Roberta Bertolini.
L’incontro dedicato al mondo alternativo di raccontare senza immagini, ha approfondito l’affascinante mondo del podcast come quello di Chiara Alessi “Cosa centra?” o “Super” di Cajelli.
Due esperienze diverse accomunate dalla voglia comune di raccontare delle storie “altre” magari di nicchia che hanno avuto grandissimo successo con centinaia di followers e premi vinti.
L’esperienza di studio in metodologia e critica teatrale di Chiara Alessi diventa fondamentale nella scrittura, quasi drammaturgica, delle storie. Quasi un racconto teatrale per dare vita a cose legate alla cultura materiale di design ma anche a cose anonime intangibili.
Sintetizzare in 10 minuti il percorso di un racconto è un esercizio abbastanza complesso che nasconde ore di studio e di ricerca, spesso d’archivio, che permette di collegare tra di loro punti anche molto distanti. Il podcast in fondo è proprio questo: prendere per mano qualcuno e guidarlo dentro una storia usando la voce e stimolando l’immaginazione.
“Tutto parte sempre dalla scrittura – spiega Cajelli – e bisogna tenere presente che c’è molta differenza tra un racconto scritto per essere letto da uno scritto per essere ascoltato.
Il podcast come sistema narrativo va a solleticare l’immaginazione come l’antichissimo metodo dei cantastorie”. Nel suo podcast Super ha fatto un vero e proprio viaggio tra antichi miti e nuovi miti trovando che l’avventura di Spiderman non è poi tanto diversa da quella di Perseo, o quella di Apollo da quella di Superman.
Diverta però fondamentale capire a che archetipo quel mito o quel supereroe rimanda. I suoi racconti sono destinati ai ragazzi dagli 8 ai 10 anni, una platea esigente ma altrettanto entusiasmante.
Il lavoro di scrive un podcast ha più a che fare con il mestiere dell’artigiano che dell’artista, convengono i relatori, dove la minuzia il tempo e la dilatazione sono ingredienti fondamentali.
Così come l’intesa tra chi scrive e chi monta per ottenere un prodotto volto a far crescere la curiosità e ad aprire gli occhi per guardare il mondo.
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