Varese
Varese ricorda il grande costruttore Antonio Bassanini. Mostra al Castello di Masnago e alla sede Ance
Mostra negli spazi del Castello di Masnago e nella sede dell’Ance dedicata all’opera dell’imprenditore edile legato a Varese negli anni della guerra e che contribuì a ricostruire un’Italia distrutta

Gli eredi Bassanini, il comune di Varese, Ance Varese e Associazione “Amici di Piero Chiara” organizzano una serie di eventi in memoria di Antonio Bassanini, costruttore del novecento. Venerdì 10 novembre ci sarà l’inaugurazione della mostra al Castello di Masnago (parcheggio in Via Monguelfo) a Varese mentre la presentazione del volume che racconta le sue opere e la visita guidata alla mostra si terranno sabato 18 novembre dalle 10 alle 12.
L’evento, in collaborazione con l’Ordine degli Architetti di Varese, è aperto a tutti. Agli Architetti che parteciperanno all’intero evento saranno riconosciuti 2 crediti formativi.
Gli eredi Bassanini, in partenariato con il Comune di Varese ed in collaborazione con ANCE Varese e Associazione “Amici di Piero Chiara”, presentano la seconda tappa della mostra dedicata ad “Antonio Bassanini Costruttore del Novecento”. Questa esposizione, a cura di Chiara Bassanini, Giovanna Franco Repellini e Andrea Strambio de Castillia, si sviluppa negli spazi del Castello di Masnago e della sede dell’ANCE di Varese (dal 30 novembre e fino al 4 febbraio). L’obiettivo della mostra è continuare a diffondere, promuovere e approfondire la figura di Antonio Bassanini e la sua rilevante attività imprenditoriale.
Il percorso di valorizzazione di Bassanini ha avuto inizio nel 2019 con la pubblicazione del volume “Antonio Bassanini. Costruttore del Novecento”, edito da Silvana Editoriale, ed è proseguito nel 2022 con la realizzazione della mostra dedicata al costruttore presso l’ADI Design Museum di Milano e nel 2023 con la realizzazione del sito web (www.antoniobassaniniarchivio.it), concepito come una piattaforma informativa sulle diverse attività dell’archivio Bassanini e con una mappa interattiva di tutti i suoi progetti edili italiani.
L’obiettivo della mostra di Varese è quello di diffondere la storia della figura del costruttore, spesso poco considerata rispetto alle personalità di architetti e designer, ma che, come nel caso di Bassanini, ha avuto un ruolo centrale nello sviluppo urbano lombardo e italiano. Collaborando con architetti e ingegneri come Zacchi, Figini e Pollini, Portaluppi, Gio Ponti, Muzio e successivamente Mattioni, Caccia Dominioni, Soncini e Magistretti, Bassanini con la sua impresa, che negli anni ‘30 è arrivata a gestire fino a venti grandi cantieri contemporaneamente e 3.000 operai, è stato un fondamentale trait d’union tra progettazione architettonica e costruzione edile.
Attraverso l’utilizzo di materiali innovativi, macchinari d’avanguardia, studio di tecniche costruttive e un’ottima organizzazione imprenditoriale, ha realizzato edifici pubblici e privati che hanno cambiato il volto della penisola. Ha inoltre dimostrato una grande modernità, interessandosi di tutti gli aspetti della filiera delle costruzioni, a partire dalla sicurezza sul lavoro e dalla formazione della manodopera, fino alle questioni amministrative, legali e assicurative, tanto da ricoprire il ruolo di Presidente e Vicepresidente dell’ANCE (Associazione Nazionale Costruttori Edili) per il Nord Italia e tra il 1951 e il 1954 quella di Presidente di Assimpredil (Associazione delle Imprese Edili). L’indole generosa e l’impegno nelle opere di bene di Antonio Bassanini lo vedono Vicepresidente dell’UCID (Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti) e attivo sostenitore della Democrazia Cristiana; egli fu, infatti, sempre animato da una profonda passione civile e politica, indirizzata al benessere e alla crescita del Paese.
La storia di Bassanini arricchisce la conoscenza di quel mosaico di imprese familiari protagoniste del “miracolo economico”, cui si deve il merito di aver trasformato l’Italia in un grande Paese industriale.
La scelta di portare la mostra su Bassanini a Varese è legata sia alla storia dell’imprenditore che alla posizione geografica della città, centrale nell’edilizia lombarda e collegata alla Svizzera, fatto che oggi la rende particolarmente interessante per il rapporto con l’Università di Architettura di Mendrisio.
Infatti, la città di Varese ha un significato cruciale nella storia di Antonio Bassanini, poiché qui, nel 1938, acquistò una villa, che userà durante la guerra come punto di appoggio per sfollare la famiglia e trasferire le attività d’ufficio. Inoltre, la vicinanza con il confine svizzero gli consente anche di organizzare l’espatrio di alcuni ebrei e perseguitati dal regime. Questa attività clandestina, che vede coinvolti gli amici monsignori Vittore Maini e Ambrogio Trezzi, deve essere interrotta a causa della denuncia di una impiegata della ditta. La villa, ancora oggi di proprietà della famiglia Bassanini, è rimasto luogo di incontro tra le diverse generazioni.
L’itinerario della mostra si sviluppa nei due spazi espositivi attraverso delle sezioni tematiche. Saranno presenti la sezione biografica con lettere personali, memorie dattiloscritte, medaglie e riconoscimenti, insieme a un video, realizzato da Angelo Boris Boriolo, con interviste ai curatori e filmati storici. Ci sarà inoltre una postazione interattiva con tutte le costruzioni realizzate da Bassanini a Milano e in Italia, una sezione dedicata al regesto di tutte le costruzioni dell’impresa con fotografie e informazioni sintetiche, oltre alle sezioni focalizzate sugli edifici urbani, pubblici, industriali, di culto e con approfondimenti sull’EUR e sul rapporto tra Bassanini e gli architetti e lo sviluppo del cantiere del Novecento.
Ogni sezione è completata da fotografie storiche e recenti, approfondimenti testuali, documenti e video dell’epoca e contemporanei, progetti, schizzi e modellini realizzati dall’Ufficio Tecnico Bassanini o dagli architetti e ingegneri con cui collaborava, in mostra grazie ai prestiti di alcune istituzioni culturali, tra cui l’Archivio Storico Diocesano di Milano e la Fondazione Vico Magistretti di Milano.