Al lavoro senza camice o in sciopero con il peso di “una decisione sofferta”: la protesta dei medici varesini

Gli oncologi degli ospedali di Varese e Tradate hanno deciso di lavorare senza camice. Il primario di chirurgia di Cittiglio ha spiegato perché aderisce allo sciopero

sciopero medici

Si sono presentati al lavoro perchè sono medici dell’oncologia dell’ospedale di Varese e di Tradate. La loro presenza è necessaria per non interrompere cure e assistenza ai malati oncologici. Volevano, però, dare un segnale di adesione all’agitazione che interessa oggi, martedì 5 dicembre, la classe medica del settore pubblico proclamata dai sindacati Anno Assomed e Cimo Fesmed.

Così hanno pensato di lavorare in reparto e negli ambulatori dei presidi di Circolo e Galmarini senza camice, quel simbolo della loro professione che oggi sentono non rispettato. Con lo slogan “ScAMICIamoci” hanno lavorato, come ogni giorno, ma sostenendo le ragioni dello sciopero.

sciopero medici

La decisione di non andare al lavoro e far mancare la risposta medica ai pazienti non è stata presa a cuor leggero. In un post sul suo profilo social, il primario di chirurgia dell’ospedale di Cittiglio dottor Stefano Rausei ha spiegato le ragioni della sua astensione:

«L’ho fatto non senza un brivido dietro la schiena, come capita a chi sente il peso di una decisione che non vorrebbe mai prendere, ma la cui importanza va oltre le proprie sensazioni.

Non so ancora come si manifesterà, ma so per certo che la mia assenza, così come quella dei miei colleghi, sarà avvertita. E per quanto sia una scelta molto sofferta per le implicazioni per i nostri pazienti, vi assicuro che essa è stata maturata nel tempo.

Il perseverare, da anni e da parte di tutta la politica, nell’incuria verso la tutela del camice bianco ha portato a questo.

La pandemia di certo ha aggravato la situazione.  Ci ha lasciati soli, eroi o missionari che fossimo: agli occhi dell’utenza e di chi ne intende spostare il consenso siamo stati sempre e solo un servizio. Per quanto imprescindibile e, talora, inderogabile, un servizio. Null’altro.

Spero che l’adesione sia larga, a prescindere da ogni specialità, da ogni bandiera sindacale, da ogni appartenenza politica.

Confido che questo sciopero finalmente possa far “prendere in carico” -e non a caso utilizzo la stessa terminologia di chi ci amministra- il problema del professionista della salute italiano (e dentro ci metto ben volentieri anche tutto il personale infermieristico)!

Mi scuso fin d’ora con i cittadini cui recheremo un disservizio. In fondo lo facciamo proprio per loro e per i loro figli».

di
Pubblicato il 05 Dicembre 2023
Leggi i commenti

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

Vuoi leggere VareseNews senza pubblicità?
Diventa un nostro sostenitore!



Sostienici!


Oppure disabilita l'Adblock per continuare a leggere le nostre notizie.