Giorno della Memoria a Laveno: un’iniziativa studentesca trasmette conoscenza, arte e riflessioni
Studentesse e studenti della scuola secondaria di primo e secondo grado di Laveno hanno approfondito tematiche importanti e condiviso con i tanti visitatori e visitatrici diversi momenti, coinvolgendoli ed emozionandoli

(A cura delle docenti del Liceo Sereni di Laveno)
Il giorno della memoria ha molteplici valori, uno di questi è l’incontro, la conoscenza, perché solo così si evitano gli orrori commessi da nazional-socialisti e fascisti.
Questo è stato l’obiettivo dell’evento organizzato presso la Biblioteca Comunale di Laveno dalle classi della scuola secondaria di primo grado “Monteggia” della cittadina e dalle classi 2LES e 5LES (due classi dell’indirizzo scienze umane-economico sociale) del Liceo “Sereni” di Laveno.
Studentesse e studenti hanno approfondito tematiche importanti e condiviso con i tanti visitatori e visitatrici conoscenze e loro riflessioni, in diverse postazioni. Presso la sede consiliare la 2LES ha presentato tre diversi approfondimenti: uno sull’antisemitismo, sulle sue origini, sulle assurde conseguenze che può avere basare le proprie azioni e pensieri su pregiudizi, false credenze, concludendo che, quando ci si relaziona con un essere umano è importante conoscerlo, non etichettarlo e stigmatizzarlo.
Un altro gruppo ha invece approfondito l’attuale situazione israelo-palestinese, con un excursus storico fino alla guerra che sta facendo rinascere un antisemitismo tanto assurdo quanto ingiustificato: ciò che sta accadendo va contestualizzato, possono non esser condivise scelte ed azioni, ma questo nulla a che fare con l’odio antiebraico diffuso e con i conseguenti atti violenti e aggressivi che hanno constato in più parti.
Infine il terzo gruppo ha presentato gli esiti dell’intervista a cui hanno sottoposto circa 400 persone avente come tema l’antisemitismo e il valore della giornata della memoria. Sono stati proprio gli esiti di questa indagine sociologica che hanno portato ragazze e ragazzi a sottolineare che ciò che è successo nei campi di sterminio non può essere dimenticato o svilito per ciò che sta succedendo in Palestina, come invece qualcuno afferma nel sondaggio. Studenti e studentesse condividono il timore per questa guerra, le possibili conseguenze, sperano che un intervento esterno aiuti a ricostruire o meglio dar vita ad un dialogo e faccia cessare il massacro palestinese, ma, dopo aver così approfondito le conoscenze e anche in linea con il loro percorso di studi, non si scagliano contro popoli o etnie.
Studentesse e studenti di 2LES, nell’atrio della biblioteca comunale, hanno poi proposto due danze ebraiche. La danza e i canti hanno rappresentato, anche nei lager, una forma di ritualità e di appartenenza del popolo ebraico alla propria identità; una studentessa ne ha descritto la simbologia.
Gli studenti e le studentesse di 5LES, nella Sala degli Ori, sempre in Villa Frua, hanno invece presentato una mostra virtuale, in cui i visitatori e le visitatrici hanno potuto non solo vedere proiettate opere d’arte di artisti ebrei, tra cui Marc Chagall, David Olère, Edith Birkin e Felix Nussbaum, e installazioni come Shalechet di Daniel Libeskind. La mostra aveva l’obiettivo di descrivere, tramite l’arte, l’identità ebraica e come questa sia stata messa in crisi dalla brutalità della Shoah. Un’identità che alcuni deportati, come Liliana Segre, scoprirono al momento della pubblicazione delle leggi razziali. Testimoniando la crudeltà del lager, questi artisti hanno ritrovato nella dimensione della bellezza e dell’immaginazione uno strumento per affrancarsi dagli orrori vissuti. E questa esigenza di libertà e di speranza si è particolarmente manifestata nelle illustrazioni dei bambini del ghetto di Terezin.
«Un’esperienza che tramite mezzi innovativi ha saputo insegnarci e trasmettere il vero significato dietro svariate opere d’arte, aiutandoci a comprenderne a pieno cosa l’autore ha voluto dici» raccontano gli studenti della 5LES.
Il lavoro è stato supervisionato dalle professoresse Antonello Beatrice, Martorana Maria, Monari Cristina e Scolozzi Elisabetta che, oltre a ritenere che la giornata abbia ottenuto l’esito sperato, ringraziano studentesse e studenti che, in occasioni come queste, riescono a dare il meglio coinvolgendo ed emozionando il pubblico.
I compagni e le compagne delle terze della scuola secondaria di primo grado hanno invece proiettato il video, che già ha ottenuto il meritato primo posto in Lombardia nel concorso nazionale “I giovani incontrano la Shoah”, sotto la regia della professoressa Paola Bevilacqua. Altri, in Piazza Italia hanno letto brani tratti da “Fino a quando la mia stella brillerà”, “Via degli Uccelli 78” e “L’amico ritrovato”; mentre in piazza Caduti del Lavoro hanno intonato canti ebraici e presentata la visita alla Risiera di San Sabba, luogo della memoria.
«Il lavoro preparato e svolto per la giornata della memoria è stato un lavoro utile e attivo. Fare interviste ai passanti per capire il loro pensiero sull’argomento, confrontarci, ascoltare pensieri profondi o critiche, secondo noi, immotivate, ci ha fatto sperimentare per la prima volta quello che è mettere in atto una ricerca sociologica» conclude una studentessa di 2LES.
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