Si apre il vertice Italia – Africa, “Occasione per il Paese”

Il Vertice è il primo appuntamento internazionale che si svolge in Italia dall’avvio della Presidenza del G7. L'analista varesino Martino Ghielmi tratteggia le opportunità per le imprese italiane

Generico 29 Jan 2024

Occhi puntati sul continente africano in occasione del vertice Italia-Africa con 25 capi di Stato e di governo a Roma con Giorgia Meloni a lanciare il “Piano Mattei”.
Cosa aspettarsi da questo evento? E come viene visto in Africa? Ne abbiamo parlato con Martino Ghielmi, 38 anni, fondatore del portale vadoinafrica.com che raduna oltre 30.000 professionisti e imprenditori attivi in questo continente. Martino, varesino, è tra l’altro animatore dell’incontro che ogni anno raduna diversi operatori economici italiani che intendo investire in Africa attorno ad un tavolo.

Quali sono le sfide principali? «Senza entrare nel tecnico e parlare delle difficoltà valutarie, finanziarie e doganali che si incontrano oggi in molti Paesi credo che il macro-tema che coinvolga oggi l’Africa sia come viene raccontata in Italia», spiega Martino Ghielmi.

E il “piano Mattei”? «Mi pare un’iniziativa coraggiosa (a partire dal nome, Enrico Mattei è uno dei tanti eroi italiani collettivamente dimenticati) che vuole agire su pilastri essenziali per l’interessa nazionale italiano a partire dall’energia e da flussi migratori regolari e incentrati sulle competenze professionali».

IL VERTICE
Cinque le sessioni
di lavoro. La prima, incentrata su ‘Cooperazione in campo economico e infrastrutturale’, prevede gli interventi introduttivi del vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, del responsabile dell’Economia Giorgetti, del ministro delle Imprese e del Made in Italy, Urso.

La seconda è sulla ‘Sicurezza alimentare’: interverranno il vicepremier e ministro degli Esteri e della Cooperazione Internazionale, Tajani, e il ministro dell’Agricoltura e della Sovranità Alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida.

La terza sessione è sulla ‘Sicurezza e transizione energetica’ con la partecipazione del ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin.

La quarta sessione sarà ‘Formazione professionale e cultura’, con gli interventi del ministro dell’Istruzione e del merito, Giuseppe Valditara, della ministra dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, del ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano.

Infine i lavori saranno chiusi dalla quinta sessione su ‘Migrazioni, mobilità e questioni di sicurezza’ con gli interventi del ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi e del ministro della Difesa Guido Crosetto. E dalla conferenza stampa finale.

Il Vertice è il primo appuntamento internazionale che si svolge in Italia dall’avvio della Presidenza del G7, a testimonianza dell’importanza che l’Italia dà al partenariato con le Nazioni del Continente africano. È la prima volta, infatti, che la Conferenza Italia-Africa, che finora si è svolta a livello ministeriale, viene elevata a rango di Vertice di Capi di Stato e di Governo.

Presenti numerosi Capi di Stato, di Governo e Ministri delle Nazioni africane, l’Unione Africana, oltre ai rappresentanti dell’Unione europea. Partecipano, inoltre, le principali Organizzazioni Internazionali, a partire dall’Onu, le Istituzioni Finanziarie Internazionali e le Banche Multilaterali di Sviluppo, che

Il Vertice si è aperto ieri sera con la cena offerta dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ha ricevuto al Quirinale i Capi delegazione.

I CAMPI PIU’ PERFORMANTI
Ma quali sono i settori più promettenti? «Negli anni abbiamo identificato quattro macro comparti che sono cruciali praticamente nell’intero continente: l’agroalimentare, dove si vuole incrementare la trasformazione Made in Africa; l’energia, in particolar modo nel campo delle rinnovabili; le costruzioni, di fronte al più rapido fenomeno di urbanizzazione della storia umana; i servizi tecnologici, dalla formazione (EdTech) ai pagamenti (FinTech)», spiega Martino. Che aggiunge, in merito alle “grandezze“ delle economie: risultano accessibili a una piccola impresa o solo per le multinazionali? «Dipende. Se mercati come la Nigeria, l’Egitto o l’Algeria sono poco adatti a una PMI ci sono altri contesti come Kenya, Uganda, Tanzania, Ghana e Costa d’Avorio che cercano attivamente sinergie con operatori di dimensione più contenuta.
Gran parte delle aziende africane sono a conduzioni familiare (e non tutte sono piccole imprese, se pensiamo che McKinsey ha censito oltre 340 aziende africane che fatturano oltre un miliardo di dollari) e ci sono tante similitudini e opportunità. Anche per i professionisti (es. architetti, ingegneri, agronomi, consulenti) che possono trovare occasioni uniche, ovviamente pensando imprenditorialmente dunque investendo tempo e risorse proprie».

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 29 Gennaio 2024
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