Si è spento il fotografo Franco Restelli, custode delle immagini di Albizzate, del Sacro Monte e delle sue montagne
Restelli ha dedicato una vita alla fotografia, attraverso l'impegno per il gruppo fotografico Albizzatese ma soprattutto con la pubblicazione di decine di opere e mostre che hanno raccontato la storia per immagini. Lunedì 29 i funerali

Ci sono ruoli che uno si ritaglia grazie alla forza della propria passione: quello di Franco Restelli, e basta chiedere a chiunque lo abbia conosciuto, era senza dubbio quello del fotografo. Lui, però, era anche qualcosa in più: attraverso le foto, scattate o raccolte, si è guadagnato il ruolo di custode premuroso dell’immagine della storia. La storia della sua Albizzate, quella delle montagne che tanto amava o dei luoghi emblematici del Varesotto come il Sacro Monte.
Franco si è spento oggi, venerdì 26 gennaio, all’età di 84 anni. Domenica 28 gennaio alle 19 sarà recitato il rosario in chiesa ad Albizzate, mentre il funerale si terrà lunedì 29 gennaio alle 10 in chiesa parrocchiale.
Restelli ha dedicato una vita alla fotografia, attraverso l’impegno per il gruppo fotografico Albizzatese ma soprattutto con la pubblicazione di decine di opere e mostre che hanno raccontato la storia per immagini.
Il suo obiettivo fotografico ha impresso l’essenza dei suoi viaggi e delle sue esperienze, dal Sacro Monte di Varese al campo base dell’Everest, dai villaggi walser alpini alla Terra del Fuoco in Patagonia, dalle Dolomiti a Mosca e S. Pietroburgo. Tutto il suo lavoro è sempre stato ordinatamente catalogato e custodito nella mansarda della sua casa, un vero e proprio tesoro che rappresenta la viva testimonianza della storia e che, insieme al gruppo fotografico albizzatese, era in procinto di donare al Comune.

Lì dentro ci sono le trasformazioni del paese di Albizzate dalla notte dei tempi ad oggi. Molti di quegli scatti avevano già arricchiti pubblicazioni storiche, mostre e le pagine del giornalino La Voce di Albizzate.
La sua foto più famosa è forse quella scattata ad Albizzate tra via Magenta e via San Pietro, un’immagine che ritrae un angolo del paese che non esiste più ma che è a tutti molto caro, si tratta del muro che ospitava l’affresco di Sant’Anna. Una foto multi premiata.
Restelli è stato la testimonianza vivente dell’importanza della memoria e di come la fotografia possa aiutarci a conservare e rivivere momenti passati.
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