“Arte in libertà”: alla Casa Circondariale di Varese “tornano” le opere realizzate dai detenuti
Lo spazio in cui sono state esposte accoglie anche un gran cartellone bianco dove i giovani studenti della Scuola media “Anna Frank" hanno incollato i loro pensieri rivolti agli autori

Venerdì 26 gennaio 2024, è stata allestita presso la sala colloqui detenuti/familiari della Casa Circondariale di Varese la mostra, denominata “Arte in libertà”, delle opere di ceramica realizzate da un nutrito gruppo di detenuti all’interno del laboratorio di scultura condotto dallo scultore e maestro di scalpello Ignazio Campagna.
Opere che, dopo aver lasciato un’impronta indelebile nella Biblioteca della scuola media “Anna Frank” di Varese, fanno ora ritorno al loro contesto originario, portando con sé non solo la loro bellezza intrinseca, ma anche la forza della creatività e della rinascita.
Le opere esposte, sono parte integrante di un ampio progetto promosso dall’Auser di Varese – intitolato “Educazione alla bellezza” – che ha coinvolto diversi detenuti, i quali hanno avuto modo di apprezzare non solo l’abilità artistica di Campagna, ma anche la sua empatica guida e le sue competenze, in un ottica di scambio reciproco, profonda interazione e dialogo costruttivo.
La mostra durerà fino a sabato 10 febbraio e sarà visitata sia dai detenuti che dai familiari degli stessi, che accedono il mercoledì e il sabato nella sala colloqui dell’Istituto penitenziario. In questo spazio, è visibile anche un gran cartellone bianco dove i giovani studenti della Scuola media “Anna Frank” hanno incollato i loro pensieri scritti rivolti agli autori: tanti gli apprezzamenti e gli incoraggiamenti “Sei molto bravo…”, “Ti ho apprezzato molto, nonostante sei in una condizione difficile…”.
Pensieri carichi di sentimento che hanno rivelato una maggiore consapevolezza verso un mondo talvolta molto distante e “misterioso”. Mondo che, grazie a questa mostra, questi giovani hanno avuto l’opportunità di “esplorare”.
Alcuni dei loro messaggi, oltre a essere stati esposti sul cartellone, sono stati letti da Campagna durante le sue lezioni del martedì ai detenuti, altri sono stati inviati tramite lettere ai familiari.
Campagna racconta: «Quando leggevo questi messaggi, c’era un grande silenzio, ma anche una palpabile soddisfazione nell’aver creato questo legame con i ragazzi e nel vedere che le loro opere erano state portate “alla luce del giorno”, fuori dalle mura del carcere, verso la libertà. È interessante notare che la parola ‘libertà’ – continua Campagna – contiene anche ‘arte’. Ed è proprio l’arte che ha accompagnato questi giovani, permettendo loro di evadere attraverso di essa, di esprimere la propria creatività verso l’esterno».
Un percorso importante, per cui la Direttrice Carla Santandrea e il Funzionario Pedagogico Domenico Grieco ringraziano sia l’Auser che il maestro Ignazio Campagna che hanno proposto questa iniziativa artistica e creativa nell’ Istituto, sia del laboratorio per i detenuti (attività ripresa dopo l’Epifania 2024) che della mostra finale. La Direzione, in conclusione, fa presente che uno dei suoi obiettivi è la promozione di tutte le attività artistiche dei detenuti, perché danno loro un gran senso di libertà nel potersi esprimere in modo creativo e naturale senza rimanere ingabbiati in stereotipi o preconcetti.
Il laboratorio del martedì pomeriggio con i detenuti continua, e come racconta Campagna ha sì avuto un’inizio, «ma spero non abbia mai una fine. Ringrazio il dottor Grieco, la direttrice Santandrea, Gisella Incerti dell’Auser Varese e Anna Bernasconi, artista ceramista che ci ha permesso di cuocere le opere. Finché anche solo un ragazzo vorrà partecipare a questo corso, io sarò lì».
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