Come si smonta e rimonta un organo in chiesa
Dopo un lavoro di ripristino durato mesi, l'antico organo di Marnate datato 1800 ha ricominciato a suonare in chiesa sant'Ilario. Dopo il concerto inaugurale della scorsa settimana, tanti i fedeli che guardano con gioia verso lo strumento tornato funzionante

Tutti con gli occhi in su: in questi giorni a Marnate, ad ogni celebrazione eucaristica, gran parte dei fedeli non ha fatto altro che rivolgere lo sguardo verso l’alto, in direzione dell’organo, che da soli sette giorni è tornato funzionante.
Da qualche anno l’organo non era in attività: necessario era infatti un lavoro di ripristino e grazie alla caparbietà di don Alberto Dell’Acqua, la grande attività di manutenzione ha potuto iniziare.
Un lavoro immane, realizzato dai fratelli Donato, Antonio e Serafino Corno, che si sono dedicati per circa quattro mesi ad una minuziosa opera di smontaggio, misurazione, catalogazione e rimontaggio delle 1181 canne dell’organo. La datazione dell’imponente strumento lo ha collocato alla seconda metà del 1800 e si tratterebbe di un’opera dell’organaro varesino Vittore Ermolli.

Tutti dettagli che il Parroco ha raccontato ai suoi fedeli in tante chiacchierate e discorsi, ma non solo. Don Alberto ha infatti trasformato questo processo in un argomento popolare sui social, pubblicando le foto di ogni passaggio della sistemazione dell’organo: un modo per coinvolgere le persone e renderle partecipi di questo passo importante per la parrocchia.
Dopotutto, sono gli stessi fedeli che, unitamente al contributo dell’Amministrazione comunale, hanno permesso di finanziare i lavori e, in massa hanno poi riempito la chiesa dedicata a sant’Ilario domenica 4 febbraio per il concerto inaugurale, organizzato in collaborazione con il Coro e l’Orchestra Amadeus. È stato proprio don Alberto a iniziare a suonare il primo brano, in un’atmosfera ricca di attesa e gratitudine per l’evento.

Da allora, ad ogni messa, lo sguardo dei marnatesi va ad accarezzare quell’antico strumento musicale che ha risuonato negli scorsi secoli nei momenti di preghiera della comunità e adesso continuerà a farlo.
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