Martedì grasso
di Anna Rosa Confalonieri

La città, incurante del freddo invernale e dell’aria pungente, si prepara a una notte di festa e colore. Ai bordi dei marciapiedi, coriandoli e gomitoli di stelle filanti svolazzano. Resti della sfilata del pomeriggio, dedicata ai bambini.
Anna osserva dalla finestra del suo appartamento la piccola piazza animarsi di ragazzi con mascherine sugli occhi e occhialoni da clown. Una donna indossa un costume turchese da fata. Le ricorda un abito che aveva indossato da bambina: la gonna cosparsa di stelline d’argento e il cappello a punta che terminava con un lungo tulle.Tra la folla le sembra di riconoscere Hans, il suo ex vicino. Avevano trascorso molte serate insieme: lei cucinava la pasta da brava italiana, lui portava la birra da buon tedesco. Era stato una breve illusione. Poi Hans aveva cambiato lavoro e casa, si sentivano ogni tanto, ma si erano quasi persi di vista. Gli aveva promesso per Carnevale dei dolcetti italiani e poi sarebbero andati a ballare. Alza le spalle e lascia scivolare la tenda sui vetri. “A Monaco è il martedì grasso, mia cara Kitty”. La gattina rossa tigrata, raccolta nel parcheggio del supermercato, sbadiglia annoiata mostrando i dentini aguzzi. La sua unica compagnia in quella città che le aveva offerto un lavoro sicuro al caro prezzo della solitudine.
La mente va ai Carnevali passati, molto diversi da quello presente: ogni anno una maschera nuova, per lei e le sue sorelle, pensata con cura da sua madre.
Le note stonate di una banda di pagliacci con trombe e piatti interrompe il flusso dei pensieri. Esce sul balconcino per osservare meglio la scena vivace e rumorosa. Un’improvvisa ventata dolciastra sale da una bancarella fino a lei.
A volte i ricordi sono evanescenti come fantasmi, partono da lontano e si mescolano ai profumi trasportati nell’aria. Chiude gli occhi e vede la nonna con il grembiule a fiori su cui strofina le mani sporche di farina, intenta a preparare le frittelle di Carnevale. Sul tavolo il quaderno con le ricette scritte a mano, aperto per abitudine alla pagina chiacchiere.
Le pare di sentire lo sfrigolio dell’olio bollente, l’odore di fritto che esce prepotente dalla cucina, e che si incolla sulle pareti della stanza, sulle tende, sui suoi capelli. Respira quell’aria che sa di casa, chiude la finestra e va in cucina: ricorda gli ingredienti! Prende due uova, pesa la farina e lo zucchero.“Mezzo bicchiere di vino bianco, due cucchiai di olio”, ripete a memoria, impasta e dora le sue frittelle in padella. “Non sono certo quelle della nonna, e manca lo zucchero a velo, ma sono soddisfatta”. Sul cellulare un messaggio: “Ti porto a ballare, ma tu hai mantenuto la promessa?” Anna ora è felice. “Kitty, anche noi festeggeremo il Carnevale”. Al risveglio non è sola. Sul cuscino briciole e coriandoli.
Racconto di Anna Rosa Confalonieri (www.ilcavedio.org)
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