Anpi Gorla Minore fa tappa al Memoriale della Shoah
La sezione Anpi di Gorla Minore si è recata a inizio febbraio a Milano, al Memoriale della Shoah. Tante le emozioni per il pomeriggio all'insegna della Memoria

Un viaggio da Gorla Minore a Milano, ma soprattutto un viaggio a ritroso nel tempo, in una delle ferite più gravi che l’umanità porta con sé.
La sezione Anpi di Gorla Minore, con il presidente Paolo Airoldi, la scorsa settimana ha deciso di visitare il Memoriale della Shoah di Milano, il luogo da cui nel biennio ’43-’45 partirono centinaia di persone verso i campi di sterminio e solo pochissimi ritornarono.
«Sto per raccontarvi la storia più brutta che potrei narrarvi» ha esordito il giovane Giulio, bravissima guida, capace di coinvolgere e indurre una riflessione profonda nei gorlesi, eterogenei per età, ma anche in un gruppo di ragazzini dell’oratorio che si sono mossi lungo il percorso tracciato dal memoriale insieme a loro.

«Ne sentivo parlare da anni, ma non ero mai riuscita a visitarlo – ha confessato Marta – è stato davvero toccante».
E Francesca le fa eco: «Essere qua ti immerge in quello che è successo, mi ha fatto impressione. Oltre ad essere un ambiente ostile, è – com’era allora – un ambiente gelido, inimmaginabile cosa abbiano provato quelle persone prima di essere obbligate a salire sui treni».
In effetti, come sottolineato dalla guida, il viaggio della morte iniziava già alla partenza, con le persone costrette a salire sui treni senza conoscere la loro metà.
Il tutto nel pieno centro della città di Milano.

«Il Muro dell’Indifferenza segna inizio e fine del viaggio ed occorre – fisicamente e moralmente – superare il muro per arrivare al Memoriale».

La sezione Anpi ha seguito attenta le spiegazioni della guida, turbata dal paragone presentato di fronte ai binari che conducevano alla morte: «Il genocidio degli ebrei ha causato 6 milioni di morti. Se si rispettasse un solo minuto di silenzio per ciascuna vittima, dovremmo stare zitti per 11 anni e mezzo».
Una giornata di riflessione e consapevolezza, dunque, riportando a Gorla tanti pensieri e l’impegno a conservare la Memoria.
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