Gallarate ricorda Matteotti, difensore della democrazia e uomo del progresso
Partecipata la commemorazione alla targa della via che ricorda il deputato socialista assassinato dai fascisti per aver denunciato i brogli alle elezioni dell’aprile 1924

Un difensore della democrazia contro ogni autoritarismo ed eccesso “di piazza”, un sostenitore del progresso attraverso il lavoro e l’istruzione: è questo l’articolato profilo di Giacomo Matteotti tracciato nel corso del momento in memoria del deputato socialista a Gallarate, nella via a lui dedicata, a cento anni dall’assassinio per mano fascista.
La scelta di partire dalla sbiadita targa di via Matteotti, segno pubblico consunto, è stata fatta per «un doveroso richiamo, ancora una volta, alla necessità di manutenzione di una Memoria che è un patrimonio di tutti, che non va mai trascurato e che noi tutti abbiamo il Dovere di consegnare alle nuove generazioni», ha detto Angelo Bruno Protasoni, parlando alla folla di tante persone, tra cui anche alcuni consiglieri comunali di centrosinistra e centrodestra (Anna Zambon, Rossella Glorioso, Belinda Simeoni, Carmelo Lauricella, Giovanni Pignataro), il sindaco di Cazzago Brabbia Emilio Magni, nonché Andrea Buffoni, ex sindaco e nipote del principale esponente socialista locale della Gallarate di inizio anni Venti, ol deputato Francesco Buffoni.
«Vogliamo, in concreto, superare l’immagine di un Matteotti ridotto solo a vittima e martire del fascismo, quasi un santino destoricizzato, per recuperare la complessità e la ricchezza della sua azione, ma anche della sua riflessione teorica» Nell’intervento ha ripercorso l’impegno politico di Matteotti e la sua elaborazione teorica con riferimento a quattro punti in particolare: il tema del lavoro e quello dell’istruzione pubblica, l’impegno per la pace e quello in difesa della democrazia.
Sul lavoro, attraverso la centralità dei diritti e dell’organizzazione di liberi sindacati; contro la guerra, per la pace, in quanto «uno dei protagonisti dell’opposizione all’inutile strage» della Prima Guerra Mondiale (finì anche al confino in Sicilia, per misura repressiva dello Stato liberale). Se anche tra i socialisti ci fu chi caldeggiò la guerra come offensiva delle democrazie contro gli imperi, «la Storia ci dice che aveva ragione lui».
L’impegno per l’istruzione pubblica, «per l’emancipazione non solo economica, ma anche culturale e politica, delle classi popolari» ha sottolineato Protasoni. «Io rivedo in questo Pensiero e in queste Azioni, permettetemi di dirlo, il Socialismo Mazziniano. E credo che oggi noi dobbiamo rileggere e riprendere questo impegno, rinnovandolo anche nei confronti dei migranti che qui accogliamo».
Infine forse il capitolo più noto dell’impegno di Matteotti, in difesa della democrazia e contro il fascismo. «Se la figura di Matteotti è universalmente nota per la sua ultima battaglia contro il fascismo, il suo impegno a difesa delle libertà e della democrazia segna l’intero arco della sua esperienza politica e umana. Le sue azioni contro la degenerazione della democrazia e contro i cedimenti alle suggestioni della ‘piazza’», in quei tumultuosi anni segnati dalle tensioni sociali successive alla Grande Guerra, da spinte rivoluzionarie, da nazionalismo esasperato.

La cerimonia si è conclusa con la posa della corona alla targa, ad opera di Michele Mascella di Anpi Gallarate, Giuseppe Nigro del comitato provinciale per Matteotti e di Andrea Buffoni. Con l’occasione lanciato anche un appello all’amministrazione per il restauro della targa in pietra con il nome di Matteotti.
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