Gli invitati urinano in piscina, lo sposo ubriaco minaccia di spaccare tutto a Galliate Lombardo e finisce a processo
La residenza affittata per il grande giorno trasformata in “animal house”: la padrona di casa costretta a chiudersi nelle sue stanze: “Volevano ancora da bere”
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Una villa meravigliosa con affaccio sul Lago di Varese a Galliate Lombardo, residenza di lusso che ospitava ricevimenti ma che però, secondo l’accusa, ricevette nel corso di un ricevimento di matrimonio nel 2021 la visita dei “barbari“. Una compagnia di persone completamente ubriache: invece di divertirsi e godersi il momento di festa, sebbene già su di giri al momento dell’arrivo, pensarono di chiedere altro alcool al personale del catering che, allarmato, si rifiutò. Il “capo“ di tutto il bailamme, è considerato dal processo a suo carico nientemeno che lo sposo: arrabbiato per l’intemperanza del personale che giustamente si era accorto che la compagnia aveva superato il limite, minacciò la proprietaria dell’immobile, che vive ai piani superiori.
Prima il segno di voler tagliare la gola alla donna; poi il tentativo di raggiungerla, e in seguito anche danni materiali alle cose, ad un tavolo di pregio e ad una pianta di valore. Il tutto – sempre secondo quanto ricostruito nel corso del processo dinanzi al giudice monocratico di Varese – , condito da sconcerie come l’urinare nella piscina della prestigiosa dimora. Nell’udienza di lunedì sono stati sentiti la persona offesa e tre testi del pubblico ministero. Il processo proseguirà il 20 gennaio 2025.
La proprietaria della casa si è costituita parte civile ed è rappresentata in giudizio dall’avvocato Fabio Ambrosetti: «Oltre ai danni alle cose, chiederemo anche i danni morali: la mia cliente dopo quell’episodio si è rifiutata di affittare la dimora». L’imputato è difeso dall’avvocato Mauro Dalla Chiesa. I reati contestati all’imputato sono danneggiamento, minacce e tentata violazione di domicilio. Coma si accennava nell’udienza in aula è stata ascoltata la padrona di casa che ha spiegato il delirio della “festa“ quando molti degli invitati si misero a bere vino a canna e a chiedere sempre più alcool: la donna dovette cercare rifugio nei suoi appartamenti, dove lo sposo in persona tentò di fare irruzione.
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