Un lungo ciao ad Anna Beltramini
Il funerale si è tenuto nelle prime ore del pomeriggio di Pasquetta. Due momenti diversi ed entrambi intensi. Una messa partecipata con centinaia di persone venute per salutare Anna e che si sono poi ritrovate sul sacrato della chiesa al termine della celebrazione

“E alla fine della strada potrò dire che i miei giorni li ho vissuti”. Anna Beltramini voleva essere ricordata così. Con le parole di Pierangelo Bertoli in una delle sua canzoni più intense. “A muso duro”, ma sempre con il sorriso e l’attenzione agli altri.
Il funerale di Anna si è tenuto nelle prime ore del pomeriggio di Pasquetta. Due momenti diversi ed entrambi intensi. Una messa partecipata, corale con le testimonianze di amiche e colleghe che si sono unite alle riflessioni di don Cesare e di don Ernesto per chiudersi con una canzone cantata da Sergio. Le centinaia di persone venute per salutare Anna si sono poi ritrovate sul sacrato della chiesa al termine della celebrazione. Con loro le “Sorelle Borromee” hanno intonato diverse canzoni popolari.
“Anna ha assaporato la vita fino all’ultimo soffio. Ha amato tanto, ma ha permesso anche di essere amata senza veli, mostrandosi per ciò che era”. Eugenia ha la voce rotta dall’emozione. La loro era un’amicizia profonda, intensa che le ha accompagnate sempre.
“Non avevi mezze misure, – ricorda una collega – andavi dritta al punto. Sapevi far uscire le persone dalle loro comfort zone e sapevi dare un consiglio mai banale o scontato. Tu vedevi la bellezza in ogni ragazzo con cui lavoravi e apprezzavi ogni bellezza con stupore fanciullesco”.
La chiesa parrocchiale di Azzate mezz’ora prima della celebrazione eucaristica era già piena in ogni suo posto. Un via vai continuo per portare un saluto, un abbraccio ai familiari, ma anche una occasione per tanti di rivedere colleghi ed amici. Anna ha vissuto tante vite e in ogni ambiente ha lasciato una energia positiva. L’ha riassunta bene don Ernesto cappellano del Molina.
“L’ho conosciuta tantissimi anni fa proprio qui ad Azzate. Ci trovavamo con tanti amici. Non gli piacevano i preti. Non gli stavano simpatici, ma lei non si fermava alle formalità. Poi l’ho ritrovata al Molina e ho scoperto una persona che aveva passione del suo lavoro. Anna è tornata al Padre ed è risorta. Si piange la sua assenza ma noi viviamo la speranza nella gioia di Dio. Non era facile scoprire la fede di Anna, ma era profonda e si basava sulla Parola di Dio. Ha vissuto serenamente la tremenda malattia e non l’ha mai fatta pesare”.

L’amore per la vita, la capacità di tessere relazioni, lo sguardo sempre denso di stupore ha accompagnato Anna Beltramini lungo la sua vita e anche l’ultimo atto terreno ha avuto uno sviluppo che le sarebbe piaciuto. Sapeva stare dentro le emozioni, e in chiesa e poi sul suo sacrato, ce n’erano da alimentare una centrale, ma al tempo stesso avrebbe sdrammatizzato, sorriso, imprecato, incitandoci ad andare avanti e godere della vita. La fede in fondo è anche questo. Una speranza nella bellezza del creato e delle relazioni che accompagnano tutti noi.
Allora avrebbe cantato con le Sorelle Borromee e si sarebbe divertita nel fare la foto con solo donne insieme al fotografo Walter Capelli.
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