Una panchina blu ricorda i valori dell’Europa ai cittadini di Cislago
La nuova panchina è stata collocata nel parco dedicato agli Alpini, in via Colombo, e oggi spicca nel verde con il suo colore blu e le stelle gialle della bandiera europea. A fianco una targa con una frase di David Sassoli
E’ stata inaugurata domenica scorsa a Cislago una nuova panchina, ispirata ai colori e ai valori dell’Europa.
La nuova panchina è stata collocata nel parco dedicato agli Alpini, in via Colombo, e oggi spicca nel verde con il suo colore blu e le stelle gialle della bandiera europea. A fianco una targa con una frase di David Sassoli, lo scomparso presidente del Parlamento europeo, che spiega il senso che l’Amministrazione comunale ha voluto dare a questo nuovo arredo urbano, altamente simbolico: “La speranza siamo noi quando non chiudiamo gli occhi davanti a chi ha bisogno, quando non alziamo muri ai nostri confini, quando combattiamo ogni forma di ingiustizia”.
Il progetto della panchina europea è frutto di un’idea di Cristina Maranesi ed è stato realizzato su stimolo del Gruppo consiliare Cislago in Comune, attraverso una mozione presentata e approvata all’unanimità da tutti i consiglieri.
«Una panchina che cancella le differenze – ha detto il sindaco Stefano Calegari presentando l’opera ai cittadini – “Ciò che ci unisce è più forte di ciò che ci divide”, un’idea che Konrad Adenauer, Robert Schuman, Alcide De Gasperi, Jean Monnet devono aver tenuto ben presente durante tutto il lungo processo di unificazione europea post-bellico. Ben venga dunque la panchina europea per ricordarci che abbiamo delle responsabilità, che abbiamo, come individui e come popolo, la responsabilità innanzitutto della costruzione di un progetto di pace, di integrazione e coesione sociale. Ci ricorda che abbiamo la responsabilità di stare con gli occhi ben aperti, per combattere i totalitarismi, ma anche gli eccessi di un nazionalismo esasperato».
La panchina, ha aggiunto Calegari, vuole essere un segno: «E’ un segno nella nostra quotidianità, siamo in un parco; un segno nella nostra routine che serve per ricordarci che da soli, e, in questo caso, intendo come singoli Stati europei, non possiamo nulla contro le potenze mondiali, che i nostri valori fondanti potrebbero sparire se non ci mettiamo la testa e il cuore. Se questa panchina darà il suo piccolo contributo a farci vivere l’Istituzione europa, come l’affermazione del valore unico e irripetibile di ogni essere umano, della libertà di espressione, religiosa, di educazione, d’impresa, della cooperazione tra i popoli, della pace; se tra le persone che la guarderanno nasceranno discussioni, confronti, riflessioni, allora il progetto avrà raggiunto l’obiettivo sperato».
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