Cinque anarco-ambientalisti denunciati per i disordini di via Curtatone a Gallarate
Gli eco attivisti identificati dalla Digos di Varese: il reato contestato è “Invasione di terreni o edifici“. Foglio di via obbligatorio dalla città per una delle partecipanti con precedenti specifici.

Partono le denunce per gli ambientalisti che sono accusati di aver occupato per protesta un’area boschiva a Gallarate, in via Curtatone.
Lo fa sapere la polizia in una nota dove si specifica che “nell’ambito del servizio di ordine pubblico disposto dal questore di Varese e svoltosi nella giornata di ieri a Gallarate, finalizzato a garantire una cornice di sicurezza alle attività di parziale disboscamento di un’area destinata alla costruzione di un polo scolastico, gli agenti della Polizia di Stato hanno riscontrato l’occupazione abusiva dell’area cantiere da parte di alcuni soggetti aderenti al movimento anarco-ambientalista “Tanuki”.
In particolare, a seguito dell’ingresso all’interno del bosco, anche con l’ausilio di personale specialistico del Reparto Mobile di Milano, «è stata rilevata la presenza di 5 soggetti su piattaforme aeree costruite ad arte sopra gli alberi, al fine di prolungare la loro presenza illegale all’interno del bosco, impedendo di fatto la prosecuzione delle attività da parte della ditta incaricata dal Comune di Gallarate», spiegano dalla questura. Una volta portati a terra in condizioni di sicurezza, gli attivisti sono stati identificati dalla Digos e verranno deferiti per il reato di “invasione di terreni o edifici”, reato previsto dal codice penale e sanzionato con pene fino a 4 anni.
Inoltre, per una di loro, già legata a movimenti anarchici e con svariati precedenti penali, in data odierna, il Questore di Varese ha emesso un provvedimento di “foglio di Via obbligatorio“ che prevede l’allontanamento immediato dal territorio di Gallarate e il divieto di rientro per due anni.
È di ieri la notizia della condanna di una attivista che si era macchiata secondo l’accusa del reato di resistenza a pubblico ufficiale durante le proteste dell’estate scorsa quando partirolo alcuni calci rivolti alle forze dell’ordine intervenute nell’area.
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