Convocata un’assemblea sul futuro di Villa Colombo a Oggiona. E intanto la protesta va in consiglio comunale
Il comitato spontaneo e le minoranze contestano la vendita ipotizzata di un'ala e parte del terreno della villa comunale. Dopo il primo presidio in municipio, altra protesta. Mentre il Comune propone una serata di confronto

Il futuro di Villa Colombo continua ad animare il dibattito a Oggiona con Santo Stefano: l’amministrazione comunale ha deciso di convocare un’assemblea per il 6 novembre. Mentre nel frattempo il fronte che contesta l’alienazione di parte dell’edificio e del terreno circostante torna alla carica e si prepara ad una nuova manifestazione pubblica,
Il 4 ottobre scorso una quarantina di cittadini aderenti al comitato per villa Colombo avevano protestato davanti al municipio, con tanto di striscioni (nella foto di apertura dell’articolo), e così faranno ancora nella serata del 16 ottobre: mercoledì è infatti prevista la nuova seduta di consiglio comunale che ha all’ordine del giorno anche la “approvazione regolamento per l’alienazione del patrimonio immobiliare e mobiliare”.
L’assemblea pubblica su Villa Colombo a Oggiona si terrà invece il 6 novembre alle 21:00, alla Sala Civica. L’incontro è stato convocato dall’amministrazione comunale per discutere – appunto pubblicamente – il futuro di Villa Colombo.
Villa Colombo è una struttura che negli ultimi mesi è tornata al centro del dibattito. L’amministrazione sta valutando la vendita di metà dell’edificio (e di parte del giardino esterno), con la prospettiva di cederla alla comunità che già oggi utilizza gli spazi.
I contrari hanno sollevato perplessità critiche riguardo alla mancanza di un progetto condiviso e paventano il rischio che il bene finisca – in futuro – nelle mani di un altro privato. L’amministrazione, dal canto suo, confida sui vincoli di funzione che verrebbero introdotti.

La villa era stata acquisita negli anni Settanta e già allora aveva suscitato un intenso dibattito, con i toni anche accesi e la partecipazione (anche con occupazione dell’edificio) che caratterizzavano quegli anni. Una fase che peraltro ha lasciato ancora una certa sensibilità sul tema in persone della zona.
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