L’incidente frontale a Cocquio Trevisago fra nonno e nipote: il ragazzo è grave
Sul posto un parente dei feriti che non credeva ai suoi occhi: ha riconosciuto le auto del figlio e del padre andate completamene distrutte

No, non ci credeva. Non voleva crederci. E solo una volta sceso dopo una pesante inchiodata, messe le quattro frecce, come San Tommaso ha guardato, ha toccato fino a prendere a pugni l’auto del figlio, e con la coda dell’occhio guardava quella di suo padre, finita sul guard rail.
Ed è così che si è convinto con le prove andate quasi del tutto in frantumi: «Questa è l’auto di mio figlio. Quella là è di mio padre». Ma una scena del genere – scorporate le debite valutazioni sullo stato di salute dei feriti che in due casi non è per nulla buono – ha dell’impossibile, di quella tremenda regola che nella cronaca dice che la realtà supera sempre l’immaginazione.
E così è stato anche questa volta.
Cocquio Trevisago, da poco passate le 12 di martedì: un viavai di sirene, l’elicottero sentito da migliaia di persone volare radente gli alberi, atterrare e ripartire dopo un po’ di tempo: il velivolo ha sì trasportato il 24enne alla guida della Mercedes in ospedale a Novara, ma non prima che la squadra dei vigili del fuoco di Ispra lo liberasse da quel carcere di lamiere fatto dalle portiere: lui aveva un trauma cranico, toracico e addominale; la ragazza che stava con lui, 22 anni, aveva una frattura al bacino e agli arti: anche lei in ospedale, codice rosso, a Varese. I ragazzi non hanno visto i feriti delle altre auto.
Nel delirio di sirene e lampeggianti, di airbag esplosi e di ruote che sono volate via assieme al motore di uno dei veicoli, non si sono accorti che quello nell’auto monovolume finita a cavalcioni del guard rail c’era un parente stretto del ragazzo, il nonno paterno, figlio di quel signore di mezza età che si è catapultato sulla scena dell’incidente fra imprecazioni che si facevano spazio fra l’incredulità: l’anziano, 76 anni, era già arrivato in pronto soccorso a Varese.
Il conducente dell’altro veicolo, un uomo di 75 anni, è finito in codice giallo al pronto soccorso di Legnano. Una giornata da dimenticare sulle strade del Varesotto che ha avuto conseguenze pesanti per le persone coinvolte: nel tratto interessato il limite è a 70 orari e c’è linea continua.
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