Dal Castello di Azzate alla Casa Bianca: il misterioso incarico di Paolo Zampolli al fianco di Trump
L'imprenditore italoamericano "inviato speciale per l'Italia" scelto da Donald Trump, ha trascorso parte della sua giovinezza tra le eleganti stanze del Castello di Azzate, un tempo appartenente alla sua famiglia
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È cresciuto tra le belle stanze del Castello di Azzate Paolo Zampolli, “inviato speciale per l’Italia” scelto da Donald Trump. Una curiosità tra le tante che circondano la figura di Zampolli, imprenditore italoamericano scelto dal neo presidente degli Stati Uniti, il quale gli ha affidato un incarico ancora non “ben definito”. (foto dal profilo Fb di Paolo Zampolli)
Zampolli, questo invece è certo, ha vissuto da ragazzo ad Azzate perché rampollo della famiglia “Zampolli”, proprietaria, fino alla morte del nonno di Paolo di quello che tutti gli azzatesi considerano il “castello”.
“L’ultimo proprietario che provò amore vero per questo posto fu Nino Zampolli, (il nonno di Paolo ndr): ci veniva ogni weekend, lo curava, riuscì a riportare l’arredamento e i suppellettili che nel corso degli anni erano stati venduti e sparsi per l’Italia” – ricordava in questo articolo lo storico azzatese Giancarlo Vettore – ”Quando Zampolli morì, il figlio mise tutto all’asta – diceva ancora Vettore – Degli arredi del conte Claudio Luigi Bossi, costruttore della villa dal 1771 al 1779, non rimase nulla ad eccezione degli affreschi di Giovanni Battista Ronchelli, per il semplice fatto che non si potevano strappare dai muri, altrimenti sarebbero stati venduti anche quelli”.
Paolo Zampolli, 54 anni, veniva spesso nei weekend, in quella che veniva considerata dalla famiglia milanese una sorta di luogo di vacanza e riposo: il castello, oggi in vendita a 4.500.000 euro, (nel 2017 il valore era 6.450.000 euro) si trova sul punto più alto del paese e il grande parco s’affaccia sul Lago di Varese.
Che cosa faccia oggi invece Paolo Zampolli al fianco di Trump si scoprirà in futuro. Il Post di lui scrive questo
Da giorni c’è una certa attenzione mediatica e istituzionale nei confronti di Paolo Zampolli, un imprenditore italoamericano che si presenta come «inviato speciale per l’Italia» di Donald Trump. Nessuno però sa dire bene in cosa consista la sua carica, che è del resto praticamente inedita: secondo verifiche fatte dal ministero degli Esteri, sarebbe il primo caso di un inviato speciale per l’Italia da almeno quarant’anni. Anche se è in attesa di una conferma ufficiale, la sua nomina non è stata comunicata in nessun modo a nessuna delle istituzioni che dovrebbe riceverne notizia in casi del genere: non al ministero degli Esteri, non alla presidenza del Consiglio o a quella della Repubblica, non all’ambasciata italiana a Washington né a quella americana a Roma. Non è chiaro neppure quale sia il suo incarico di preciso.
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