Ex Caserma Garibaldi, via libera dalla commissione cultura di Varese alla gestione con azienda speciale
Il voto finale ha visto la maggioranza compatta a favore del progetto, con il sostegno di D'Amico, Bonoldi, Coen e Lozza. L'opposizione, rappresentata da Longhini, Bison, Formato, Giordano e Puricelli, ha scelto invece di astenersi

La commissione cultura del comune di Varese ha votato a favore dell’affidamento della gestione del futuro polo culturale della Caserma Garibaldi a un’azienda speciale, segnando un altro passo avanti per il progetto del polo culturale.
La presidente della commissione, Manuela Lozza ha argomentato fin dall’inizio della seduta il suo voto favorevole, evidenziando come la scelta: «Sarà un grande successo. Prima di tutto perchè è una azienda speciale, non sarà una esternalizzazione ma entreremo noi in una azienda speciale con cui potremo condividere ogni tipo di scelta.
sarà un ampliamento di aperture e ogni apertura in cultura è importante. Inoltre, per Varese è necessario un polo culturale che non sia una semplice biblioteca ma curi anche l’aspetto relazionale e sociale».
L’assessore alla Cultura Enzo Laforgia ha ricordato poi ai consiglieri il lungo percorso che ha portato a questa decisione: «L’idea di destinare la Caserma Garibaldi a polo culturale risale a un quarto di secolo fa. Inizialmente si pensava a un semplice trasloco, ma nel tempo le biblioteche sono cambiate, così come le esigenze culturali di Varese. Da lì abbiamo pensato ad un polo culturale di portata più ampia: la nuova struttura non sarà solo un deposito di libri, ma un punto di incontro per la cittadinanza».
La necessità di coinvolgere una azienda speciale nella gestione parte da un preciso presupposto: «Per una gestione efficace del polo culturale si prevede la necessità di 25 operatori, a fronte dei nove attuali – Ha sottolineato Laforgia – L’azienda speciale non ha fini di lucro e il Comune avrà un peso proporzionato alla sua popolazione nelle decisioni. I prossimi passi includono una fase preparatoria con la razionalizzazione delle risorse esistenti e una nuova catalogazione. La prima apertura, prevista per ottobre, riguarderà la “stecca” di via Magenta, con aule studio e sale per convegni».
Il sindaco Davide Galimberti presente alla commissione, ha sottolineato come la decisione sia frutto di una riflessione approfondita: «Con i lavori in fase di completamento, era necessario scegliere un modello di gestione efficace. L’azienda speciale si è rivelata la soluzione migliore per co-progettare i servizi fin dall’inizio. Anche la Regione ha espresso apprezzamento per questa scelta».
Pur in una sostanziale condivisione di intenti per l’ex caserma, non sono mancate le riserve da parte dell’opposizione: Salvatore Giordano (FDI) ha lamentato ad esempio il fatto che anche in questo caso sia mancato un confronto tra maggioranza e opposizioni, mentre Roberto Puricelli (Grande Varese) ha chiesto maggiori chiarimenti sui criteri di scelta rispetto ad altre alternative esperite. In questo caso Laforgia ha risposto spiegando che la decisione si è basata sulla qualità e l’articolazione dei servizi offerti, oltre che sulle garanzie economiche e sulla tutela dei lavoratori, i cui stipendi saranno equiparati a quelli del personale comunale. Guido Bonoldi (Lavoriamo per Varese) ha chiesto chiarimenti sulla rappresentanza dell’amministrazione di Varese all’interno dell’azienda speciale,
Il voto finale ha visto la maggioranza compatta a favore del progetto, con il sostegno di D’Amico, Bonoldi, Coen e Lozza. L’opposizione, rappresentata da Longhini, Bison, Formato, Giordano e Puricelli, ha scelto invece di astenersi: con questa scelta, si è assicurata un ulteriore dibattito sulla questione nel prossimo consiglio comunale, previsto per il 4 marzo.
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