A Palazzo Estense la cerimonia per i 208 anni della Polizia penitenziaria
Autorità, studenti e fiamme blu hanno partecipato all'evento in cui sono stati premiati tre agenti e forniti alcuni dati sulla difficile situazione delle carceri

L’Inno di Mameli ha aperto le celebrazioni per il 208° anniversario della Polizia penitenziaria ospitato dal Salone consiliare di Palazzo Estense a Varese. A intonarlo decine di fiamme blu in alta uniforme, autorità civili e delle Forze dell’ordine e una cinquantina di studenti delle secondarie di secondo grado di Gavirate e Bisuschio: sono alcuni dei ragazzi che hanno affiancato, ciascuno per un giorno, gli agenti dei Miogni nelle loro mansioni quotidiane di sorveglianza e tutela dei carcerati, «sfatando gli stereotipi della dicotomia guardie e ladri», ha detto la Direttrice del carcere di Varese, Carla Santandrea.
L’evento è stato l’occasione per celebrare il Corpo della Polizia penitenziaria in tutte le sue funzioni, ricordarne i caduti e tracciare un bilancio del lavoro svolto “che i numeri possono restituire solo in parte, perché è impossibile quantificare il valore di tutto ciò di cui le cronache non parlano, che rimane sommerso e che però è fondamentale per la gestione delle problematiche quotidiane e per evitare che le difficoltà di chi non ha riferimenti all’esterno e ritiene di non aver nulla da perdere, possano degenerare», ha detto la direttrice del carcere di Busto Arsizio, Maria Pitaniello.
Solo nel 2024 all’interno della Casa circondariale di Busto Arsizio sono stati sventati 12 tentativi di suicidio, cui si aggungono 142 manifestazioni di autolesionismo. Tante, ma comunque in forte calo rispetto alle 181 del 2023. «In calo anche gli scioperi della fame, passati dai 105 del 2023 ai 101 del 2024, a testimonianza di come, nonostante l’anno difficile per le rivolte nelle carceri italiane, qui, grazie soprattutto alla collaborazione e alla professionalità di tutto il personale, siamo riusciti a migliorare la sicurezza e il benessere dei detenuti», ha sottolineato la Comandante della Polizia penitenziaria di Busto Arsizio, Rossella Panaro che terminerà il suo mandato a settembre per adempiere a un nuovo incarico.
Il carcere di Busto Arsizio ha accolto nel 2024 oltre 2200 detenuti e di questi 1177 sono stati tradotti in Tribunale. Altre 415 traduzioni sono state gestite dai Miogni.
«La formazione costante ha permesso di risolvere efficacemente situazioni di criticità nelle carceri dovute da un aumento generale dei detenuti e degi episodi di aggressione e di autolesionismo – ha detto il Comandante della Polizia penitenziaria di Varese, Salvatore Castelli – Abbiamo dovuto rivedere metodi operativi e organizzazione e il contributo di ciascuno è stato fondamentale».
In chiusura di cerimonia, cui hanno partecipato tra gli altri anche il sindaco Davide Galimberti, assieme agli onorevoli Gadda, Candiani e Pellicini, al Questore e al Prefetto vicario Fabio De Fanti, la premiazione di tre agenti di Varese per i meriti in servizio.
Ultimi commenti
Felice su Rischiano diecimila euro di multa per aver abbandonato rifiuti nei boschi ad Arcisate
UnoAcaso su Posti letto 'raddoppiati' all'ospedale unico Gallarate-Busto: "Una giustificazione insostenibile"
Roberto Morandi su Ancora un incidente in via Forze Armate a Gallarate, investito un ciclista di 13 anni
Berettera su Ancora un incidente in via Forze Armate a Gallarate, investito un ciclista di 13 anni
Domotronix su Le botte a Cugliate Fabiasco per strada, ma senza denuncia, “sono persone da lasciar stare”
lenny54 su La riapertura dell'ufficio postale di Lavena Ponte Tresa slitta ad aprile