Dopo un animato congresso Calogero Ceraldi è il nuovo coordinatore di Forza Italia a Gallarate
È stato un vero congresso, come da tempo non se ne vedono, con la presentazione di due linee politiche chiaramente diverse. Alla fine il voto dà un'indicazione chiara

Calogero Ceraldi è il nuovo coordinatore di Forza Italia a Gallarate: ha prevalso per 163 voti a 84 nelle votazioni al congresso, nella competizione con Nicola Mucci, l’ex sindaco che guidava l’altra corrente.
È stato un congresso vero, “animato” più nella sua fase di preparazione che non nella mattina di vera e propria discussione congressuale, che pure è stata franca, ma senza grandi asprezze.
Gli iscritti presentatisi alle Scuderie Martignoni dalle 10.30 del mattino sono stati molti, già all’apertura delle votazioni alle 11.00 erano presenti almeno cento forzisti pronti al voto.

Se la fase dei saluti degli altri partiti si è prolungata per quasi mezz’ora, la discussione non è mancata, durata un’ora e più, anche se già a urne aperte.
Di fronte al provinciale rappresentato da Simone Longhini e Giuseppe Taldone e al regionale rappresnetato dal presidente Giulio Gallera, Ceraldi e Mucci hanno presentato le due linee politiche.

La linea di Ceraldi e Longobardi
Ceraldi si è presentato come il «rappresentante di un progetto politico chiaro», che punta su crescita e organizzazione, che rivendica un «metodo trasparente» e che punta a ri-strutturare «un partito che non si accenda solo al momento delle elezioni». Un partito nel segno della continuità con la sua storia, «liberale, garantista, europeista».
Rocco Longobardi, suo sostenitore, ha tenuto uno dei pochi interventi aggiuntivi dopo quelli dei due candidati, sostenendo la necessità di proseguire sulla via amministrativa tracciata, ribadendo che «i progetti [in corso] vadano sostenuti e valorizzati».
Mucci e la linea “autonomista”
Nicola Mucci ha fatto un lungo intervento, rivendicando – come già nei mesi scorsi – una linea “autonomista” rispetto all’amministrazione e al sindaco Cassani.
Non ha lesinato critiche sul piano amministrativo: «La nostra città da dieci anni non cresce più e anzi sta facendo passi di arretramenti significativi».

Ha rivendicato la possibilità di riflettere su ogni materia (dalla sicurezza all’urbanistica) e ha criticato esplicitamente la mancanza di confronto sano dentro alla coalizione guidata dal sindaco Cassani: «C’è stata in questi anni una forte contrazione della capacità di dialogo nel centrodestra»
Sottolineature particolari sono state sull’urbanistica («Non possiamo avere un Pgt scaduto da cinque anni o da dieci»), sul sociale e sull’ospedale.
In quest’ultimo caso un passaggio critico non solo sulla gestione del “caso ospedale” a livello cittadino, ma anche ai livelli superiori: «A me dispiace che in questa città si siano raccolte 13mila firme e che questa cosa venga derubricata a qualcosa di marginale, dove si dice che quelli che hanno firmato hanno sbagliato a capire», ha detto riferendosi alla petizione lanciata da Obiettivo Comune Gallarate («che non ho sottoscritto», ha comunque precisato.
Se molto si è discusso del fronte amministrativo, Mucci ha dedicato anche un passaggio sul piano organizzativo interno al partito, parlando ai livelli superiori: «Non possiamo pensare a una organizzazione che non riconosca il valore dei militanti del partito. Credo che una premialità in ambito statutario debba essere una riflessione importante da fare internamente».
Il voto, i numeri e i commenti
Comunque le due linee erano chiare e su questo si sono espressi i forzisti.
Al voto hanno partecipato 231 persone, che esprimevano 249 voti (nel computo infatti c’è il voto plurimo dei grandi elettori, consiglieri comunali e vicesindaco). Ceraldi ha preso 163 voti e Mucci 84.
«Ha prevalso il mio avversario, gli faccio auguri di buon lavoro» ha commentato Mucci, ricordando che l’obbiettivo vero è arrivare a «una prospettiva di governo che sia importante e concreta».
Rocco Longobardi – sostenitore di Ceraldi – ha detto che «ha vinto Forza Italia», che ha dimostrato la vitalità di una sezione che ha «il33% delle tessere in provincia».
Mentre all’opposto Aldo Simeoni – dalle file degli “autonomisti” di Mucci già al mattino parlava di «una sconfitta» legata alla spaccatura. «Con questo sistema abbiamo fatto un favore al sindaco Cassani, che aveva percepito che Forza Italia stava crescendo molto e la temeva».
Comunque sia il neocoordinatore che Mucci hanno fatto professione di fedeltà e compattezza del partito, nel senso auspicato da Gallera, che aveva detto che un congresso non deve essere inteso come «scontro l’uno contro l’altro, in cui chi vince si prende tutto e chi perde se ne va sbattendo la porta».
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