Il sogno dei Mastini sfuma sul più bello: il Caldaro sorpassa e vince nel finale
Gialloneri avanti sia sullo 0-1 sia sull'1-2, riacciuffati a 8' dal traguardo. Negli ultimi minuti i Lucci sorpassano, vincono 4-2 e sfideranno l'Aosta per il titolo IHL

Nostro servizio – Il cuore non basta. I Mastini non riescono ad affondare la corazzata Caldaro che, mai, in tutta la serie, ha mostrato sul ghiaccio quella schiacciante superiorità di cui si parlava. Certo alla fine contano i numeri, e il risultato di Gara5 (4-2 per gli altoatesini) proietta in finale scudetto Caldaro, che ora dovrà vedersela con Aosta. E se sicuramente i Lucci sono un’ottima squadra, Varese ha venduto carissima la pelle.
Rimangono però molte cose oltre all’amaro in bocca; prima di tutto tanto calore, anzi amore, per una maglia, quella giallonera. Ancora una volta circa 200 tifosi dei Mastini hanno colorato la Raiffeisen Arena, cantando per tutti i 60 minuti ed oltre. E poi rimane quel bel gioco fatto di grinta e di fantasia che è ormai un marchio di fabbrica della Mastini & C. Varese che, bisogna dirlo, ha pagato cara l’uscita prematura di Vanetti, sembra per un brutto colpo alla spalla, e che comunque ci ha provato – credendoci – fino alla fine, mettendo spesso alle corde gli altoatesini.
Se volessimo individuare un episodio chiave della partita, forse lo si ritrova nella leggerezza di Raskin, che a gioco fermo per fuorigioco bastona un avversario: l’arbitro vede, anzi stravede, perché manda in panca Matonti e Caldaro ne approfitta pareggiando le sorti a 8′ dalla fine della partita con la squadra di Glavic che fino a lì era in vantaggio 1-2.
Questa la fredda cronaca, ma per chi una partita l’ha giocata e non solo vista dagli spalti di uno stadio, sa che tutto questo ci sta, e fa rima con quella stupenda parola che significa sport. Un bel Varese quindi, quello che saluta per l’ultima volta per quest’anno i propri tifosi, nel più caldo abbraccio di sempre. E l’ultima immagine – quella immortalata dalla foto di apertura di Mattia Martegani – è la più commovente: Edo Raimondi in lacrime alla sirena di quella che, quasi certamente, sarà la sua ultima partita. Anche per lui è valsa la pena viaggiare fino a Caldaro al martedì sera, hanno pensato tutti i cuori gialloneri presenti.
PRIMO INGAGGIO – Torna Marko Virtala (assente in Gara4) nell’attacco del Caldaro diretto in panca dal fratello Teemu; l’altra variazione è la presenza in difesa di Cappuccio al posto di Clericuzio. Sul fronte varesino Glavic conferma invece le linee viste nelle ultime uscite e può contare su circa 200 tifosi, caldissimi, giunti in Alto Adige per la “bella” di semifinale.
I – Caldaro e Varese si studiano: nessun vero e proprio affondo nei primi minuti, qualche tiro dalla distanza, ma gioco che fatica a decollare. Al 5′ prima Vanetti per i Mastini poi Virtala per i Lucci chiamano ai primi interventi i due estremi difensori. Gioco che non decolla e azioni spezzettate. Varese disimpegna male, ne approfitta De Donà che in uno contro zero non riesce a trovare lo spazio tra il palo e il gambale di Ohandzhanian. Mastini che reagiscono con Vanetti, che però scivola davanti alla porta. Altro errore della difesa giallonera, stavolta è Matonti a perdere un disco pericolosissimo che il portiere ucraino riesce a bloccare. Caldaro pur non dominando spinge più di Varese, anche se sono i Mastini a passare, con Piroso che va a recuperare un disco in angolo, poi ben servito a Crivellari che da un metro oltre la blu la mette alle spalle di Rohregger. 0-1.
Altoatesini che provano a replicare, ma Varese fa buona guardia senza abbassare il baricentro. Purtroppo Vanetti deve lasciare il ghiaccio per infortunio mentre i Lucci continuano a spingere: Vinatzer si inventa una bella giocata, aprendo bene per Felderer bravo a ribattere un corto rimbalzo: 1-1. Mastini che reagiscono con Raimondi che col rovescio prova il numero, ma Rohregger stavolta blocca. Caldaro torna a dominare il ghiaccio. A 50″ dalla fine De Donà stende Tilaro: per Varese due belle occasioni e 1’10” di superiorità alla ripresa.
II – Si torna a giocare con i Lucci che annullano la superiorità giallonera. Vanetti è tornato in panchina ma sezna tornare sul ghiaccio ma è un buon momento per Varese: dalle parti di Rohregger arrivano dischi da ogni angolo ma il puck non entra. Ancora Mastini con due belle occasioni, ma nulla di fatto. Caldaro reagisce in maniera ordinata, e quando lo fa si rende assai pericoloso, ma Varese tiene, grazie anche all’incredibile supporto dei tifosi gialloneri. Varese che ora riesce ad organizzare la manovra offensiva, spostando il baricentro in avanti. Ingresso nel terzo, bel disco per Raskin che spara dalla blu bucando per la seconda volta la porta dei Lucci con un fendente raso ghiaccio che vale l’1-2. Padroni di ora casa nervosi, con Vinatzer che stende Kuronen e Mastini con l’uomo in più. Power play che gli altoatesini controllano bene, rispondendo con rabbia e mettono sul ghiaccio tutto; la difesa dei Mastini è costretta agli straordinari. Soelva prima e Siiki poi fanno buon gioco mentre Varese chiude la frazione alle corde prima di un terzo periodo di fuoco.
III –Caldaro subito a mille, con Siiki che costringe Ohandzhanian al miracolo quando le lancette hanno fatto solo mezzo giro. Passano 3′ e il tabellino dice 8 tiri a 0 per i Lucci: pressione altissima. Mastini in affanno e Schina si fa allontanare dal ghiaccio per ritardo volontario del gioco. Varese tutta grinta difende e annulla il buon power play dei locali che impongono un vero e proprio assalto. Raskin reagisce ad un colpo con una bastonata, l’arbitro però sbaglia e caccia Matonti. Caldaro in 5 contro 4 spinge e passa con De Donà. 2-2 a poco più di 8′ dalla fine.
Gialloneri che reagiscono, chiudendo nel terzo gli avversari: bella giocata di Ghiglione intercettata da Rohregger, però è sempre Varese in attacco. Poi, nel momento migliore dei Mastini, è Caldaro a passare grazie a un rarissimo errore di Ohandzhanian che non trattiene un disco facile preda di De Donà che fa il 3-2 per i Lucci. Ultimi due minuti, senza portiere per Varese e così Caldaro che fa il quarto con Soelva che segna a porta vuota, indossa il naso da pagliaccio e festeggia sotto la curva giallonera. Signori si nasce, non è il suo caso.
CALDARO ROTHOBLAAS – HCMV MASTINI VARESE 4-2
(1-1; 0-1; 3-0)RETI: 10.56 Crivellari (V – M. Borghi), 15.09 Felderer (C – Vinatzer, De Donà); 27.30 Raskin (V – Allevato, Franchini); 51.51 De Donà (C – Max. Soelva), 57.44 De Donà (C – Oberrauch), 59.26 Max. Soelva (C).
CALDARO: Rohregger (A. Andergassen); Massar, Mic. Soelva, Reffo, Schoepfer, Cappuccio, Valentini, Anderlan, Oberhuber; Siiki, Wieser, M. Virtala, Selva, Max. Soelva, J. Oberrauch, De Donà, Vinatzer, Felderer, Erschbamer, B. Andergassen, M. Oberrauch. All. T. Virtala.
VARESE: Ohandzhanian (F. Matonti); Maekinen, Crivellari, M. Matonti, Raskin, Schina, E. Mazzacane; Perino, Kuronen, Franchini, Piroso, Vanetti, M. Borghi, Ghiglione, M. Mazzacane, Tilaro, Raimondi, Allevato, P. Borghi. All. Glavic.
ARBITRI: Benvegnù e Lottaroli (Brondi e Cristeli).
NOTE. Penalità: C 14′, V 4′. Superiorità: C 1-2, V 0-2. Spettatori: 740.
IHL SEMIFINALI
Caldaro (1) – VARESE (4) 3-2 – Caldaro in finale
Aosta (2) – Feltre (3) 3-0 – Aosta in finale
LA SERIE
Gara1: Caldaro – Varese 3-0
Gara2: Varese – Caldaro 2-3
Gara3: Caldaro – Varese 2-3 OT
Gara4: Varese – Caldaro 2-1 OT
Gara5: Caldaro – Varese 4-2
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