Luino non rinunci ai gemellaggi, oggi più che mai occorre creare nuovi legami tra popoli europei

L'ex consigliere comunale di Luino in una lettera: “Luino oggi ha tutte le carte in mano per ospitare nuovamente il gemellaggio"

Generico 17 Mar 2025

Egregio Direttore,
Durante un recente viaggio all’estero ho fatto tappa a Bad Säckingen, la cittadina tedesca ufficiosamente gemellata con Luino, ospite del responsabile locale delle politiche giovanili. A lui mi lega un’amicizia nata dai progetti realizzati insieme durante il mandato di consigliere comunale a Luino, conclusosi nel settembre 2023 in seguito al mio trasferimento in Alto Adige. Sono belle le amicizie nate dalla politica. Meno bella è certa politica nata dalle amicizie, o dalle parentele. Ma quella è un’altra storia. La rimpatriata infatti è stata anche l’occasione per discutere di una notizia che mi ha profondamente deluso : la decisione, da parte del Comune di Luino, di non ospitare l’edizione 2026 del gemellaggio.

Dal 2021 ad oggi, i comuni di Luino, Bad Säckingen (Germania) e Sanary-sur-Mer (Francia) hanno organizzato diverse iniziative congiunte, legate tra loro da un filo rosso : l’impegno a prescindere di ospitare a turno, su base annuale, un ampio progetto educativo, sportivo e culturale che riunisca giovani cittadini di tutte le città partecipanti. Fu Sanary ad aprire le danze nel 2021, in piena pandemia, seguita da Luino nel 2022 e Bad Säckingen nel 2023. Nel 2024 si ripartì logicamente da Sanary, con Luino chiamata ad ospitare l’edizione del 2025. Tuttavia, sulla falsariga della costruzione europea, al trio “fondatore” italo-franco-tedesco si è nel frattempo unita una città austriaca (Purkersdorf), oltre alla giapponese Nagai per l’edizione del 2023. Ora, il Comune di Purkersdorf, da subito molto entusiasta, si è proposto per ospitare l’edizione 2025, posticipando quindi il gemellaggio luinese al 2026.

Da qui la notizia giuntami: Luino ha in un secondo tempo comunicato ai partner che non ospiterà l’edizione 2026. La ragione risiederebbe nella concomitanza con le elezioni comunali del prossimo anno, che ne ostacolano l’organizzazione. Sanary ha fatto sapere che non intende prendere il posto di Luino, mentre Bad Säckingen sta valutando di partecipare ad un progetto separato. La rinuncia di Luino suscita in me una duplice reazione. Innanzitutto, spiace dirlo, di imbarazzo. Imbarazzo verso gli amici europei, per il fatto che sia Luino ad interrompere questo circolo virtuoso. Il quale, da quanto mi risulta, in questi anni non ha avuto eguali in Italia a livello di realtà comparabili. E con il progetto luinese che introdusse pure importanti novità, poi emulate dalle successive città ospitanti. La seconda reazione è l’incredulità. Detto francamente, fatico a non pensare che le elezioni comunali vengano usate come una scusa. Con “l’intromissione” degli austriaci per il 2025 che sembra cadere a fagiolo. Austriaci che avrebbero sicuramente accettato di rimandare il loro progetto di un anno, allorché stanno scontando l’inesperienza della città chiamata ad ospitare per la prima volta. Un’inesperienza che a sua volta è un lontano ricordo a Luino, dopo sette progetti di varia natura conclusi in quattro anni. Parafrasando un paramafioso attualmente a capo dell’Occidente, Luino oggi ha tutte le carte in mano per ospitare nuovamente il gemellaggio. Dispone infatti di un vero e proprio acquis, per usare invece un termine caro alla politica europea. Una struttura preesistente solida e affidabile, che evito di sviscerare qui, essendo anche riportata in modo dettagliato nella relazione di operato consegnata alla maggioranza a settembre 2023. Questo patrimonio di esperienza fa sì che oggi, per il Comune di Luino, coinvolgere giovani luinesi in un progetto europeo all’estero rilevi dell’ordinaria amministrazione. Mentre assumere a sua volta il ruolo di organizzatore risulta molto più facile rispetto a tre anni fa.

Pertanto mi rivolgo pubblicamente a Serena Botta, assessora alla cultura con delega ai gemellaggi. Cara Serena, per favore ripensaci. Ci sono tutto il tempo e tutte le capacità, nonché la disponibilità dei partner europei, per invertire la rotta. Cancellare Luino 2026 significa, con ogni probabilità, affossare il gemellaggio sul versante luinese. La debolezza presunta e inflazionata che toccherebbe alcuni sistemi rappresentativi occidentali, secondo cui l’anno elettorale è un anno pressoché sprecato in cui tutto viene congelato, non può essere una ragione valida. Apparecchiare questo progetto per la prossima amministrazione, qualunque sia, sarebbe pure un atto di demarcazione rispetto al passato. Ma, in primis, verrebbe quasi sicuramente perennizzato il gemellaggio. In effetti, dopo aver ospitato l’edizione 2026, il Comune avrebbe la possibilità, con l’ormai semplice sforzo di ordinaria amministrazione, di coinvolgere decine di giovani luinesi nelle edizioni successive. Quelle che si svolgeranno a casa dei coetanei francesi, tedeschi, austriaci e di altre realtà suscettibili di aggregarsi. Dalla lacustre Näfels, nella vicina Svizzera, alla giapponese Nagai, i cui ragazzi coltivano ancora oggi un’amicizia a distanza con alcuni luinesi. Pertanto concludo con un’ovvietà che va ribadita : oggi più che mai occorre creare nuovi legami tra popoli europei. Legami umani e costruttivi, lontani dalla ferinità dei social e dall’ermetismo di una fetta ahimè cospicua di questo territorio, geograficamente vicino al cuore dell’Europa ma, spesso, culturalmente distante. Chi se non tu, Serena, può decidere di farlo su scala luinese?

Libero Tatti

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Pubblicato il 23 Marzo 2025
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