Pagelle Pro Patria: Rovida guanti d’oro, Somma propiziatorio, Mehic vince il derby in famiglia

I tigrotti riabbracciano la filosofia che ha Prima vittoria dei tigrotti in trasferta del 2025: intensità, velocità e voglia di difendere il vantaggio fino al triplice fischio. Tutti promossi

Pro Patria - Arzignano 13 marzo 2025

Vittoria di misura (secondo 1-0 nell’era Caniato) e di rigore per la Pro Patria, che a Verona contro la Virtus trova la prima vittoria in trasferta del 2025, assente all’appello da ottobre.

I tigrotti riabbracciano la filosofia che ha contraddistinto gli ultimi anni in biancoblu: intensità, velocità e voglia di difendere il vantaggio a rete inviolata fino al triplice fischio.

I VOTI AI TIGROTTI:

ROVIDA 7,5 – Sempre attento sui tiri della distanza, si esalta nella ripresa con due grandi parate che, per reattività, esplosività e tempismo, sono memori del grande Oliver Kahn, e valgono di tre punti. Un dato positivo, da quando a guidarlo è un ex portiere un solo goal subito (molto sfortunato) in quattro gare. E clean sheet fa sempre rima con punti.

BASHI 6,5 – Cuore, testa e quella freschezza che sembrava smarrita con l’inizio del 2025 ma ritrovata in primavera. Nel finale si esalta quando la Pro è chiamata a difendere il vantaggio: segnali di crescita e dell’esperienza maturata in stagione.

ALCIBIADE 7 – Il leader della squadra mette a disposizione tutte le accortezze degne di Ulisse e fa 4/4 dal dischetto con il rigore calciato basso-centrale ben scommettendo sull’orgoglio di Sibi. Al Gavagnin-Nocini si rende protagonista anche di una serie di anticipi aerei (anche su De Marchi) che farebbero urlare Carezza come vent’anni fa.

COCCOLO 6,5 – Il meno scenico e roboante negli interventi, il più pragmatico a respingere i padroni di casa nel finale. La Virtus prova a innescare De Marchi unica punta, lui lo disinnesca la maggior parte delle volte. Ninja e samurai.

SOMMA 6,5 – Molto partecipe alla manovra nel primo tempo, quando la Pro Patria sradica palloni e riparte a centrocampo (passando anche dalle sue zolle di campo), ma, soprattutto, protagonista coi fari puntati in occasione del rigore, quando taglia fuori Daffara che lo ferma con le cattive in area. Bravo a esserci.

MEHIC 7 – Restituisce il favore a Dino, il gemello Mehic che si era aggiudicato il duello fraterno dell’andata a Busto Arsizio. Questa volta è Amer a prendersi il centrocampo e vincere i duelli in casa del gemello. La mattonella centrale di campo, quella del cerchio di centrocampo, è sua, l’intesa con Ferri continua a salire e forma una diga solida e proattiva. Finché c’è questa intensità la Pro Patria ha trovato la sua mediana. Reggerà il ritmo di 3 gare a settimana?

FERRI 7 – E dire che la sua dote più rinomata erano gli inserimenti in area. Padrone assoluto della mediana, con la capacità tecnica e la voglia di portare la palla negli ultimi 30 metri.

BARLOCCO 6,5 – Sui suoi piedi il cross che vale il rigore e anche il pallone per il possibile raddoppio. Il primo tentativo, meno egoistico, va a buon fine, la conclusione per chiudere il match è invece strozzata, forse anche a causa della stanchezza derivata dalla tanta corsa di sacrificio impiegata nella ripresa, quando Gigi Fresco punta sulle sue ali e sui suoi velocisti per riapre la partita.

Dal 87′ PIRAN SV – Dentro ai difendere il risultato dall’assedio disperato di Amadio, Lerco e i tanti inseriti dalla Virtus per cercare il pareggio.

TERRANI 6,5 – Anche lui ha trovato la sua posizione, perché tecnica e voglia non erano mai mancate, eppure quando era chiamato a stringere dall’esterno e rientrare non riusciva a incidere come ci aspettava. Invece adesso, da raccordo tra linea del centrocampo e le due punte, riesce a combinare con i due mediani e le due punte, oltre al fraseggio con gli esterni. Buone rifiniture, anche se mai portate a dama, le palle a servizio di Rocco e Beretta, anche quando gli attaccanti non arrivano al tiro.

Dal 79′ NICCO 6,5 – Quarto d’ora d’orologio in cui fa valere il peso del nome, del numero e della fascia per aiutare i suoi. C’è e si sente.

ROCCO 6+ – Non riesce a procurarsi il tiro, anzi a ritagliarsi lo specchio di porta necessario per farlo, ma spalle alla porta e poi in generale quando è in possesso della sfera è da vera e propria masterclass. Utilissimo. Prende non poche botte.

Dal 72′ PITOU 6 – Quarto d’ora abbondante, con la Virtusvecomp all’allin, con qualche giocata d’oro per tenere la palla lontana dall’area di Rovida.

BERETTA 6,5 – Come il compagno d’area (ci mette del suo nell’azione del rigore), con due chance a disposizione arrivate dai cross in area. Meritava il goal, Sibi gli dice di no prima con una smanacciata e poi chiudendogli la porta in faccia con il volume del suo corpo.

Dal 87′ TOCI 6,5 – Meno di dieci minuti in campo, ma quello che fa è preziosissimo nell’economia della partita. Perché a tenere a palla e a difenderla nella selva di avversari è inattaccabile. Potrebbe essere una soluzione interessante, questa, ma lui come tutti i punteri vivono per il goal.

All. CANIATO 7 – Ancora una vittoria da Pro Patria. Con coraggio e senza paura. Potrebbe sembrare retorica ma la prima metà di stagione è stata minata proprio dall’assenza di questi aspetti. Perché la squadra, con i suoi limiti, non è da retrocessione.

Marco Tresca
marco.cippio.tresca@gmail.com

 

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Pubblicato il 31 Marzo 2025
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