Varese e Malcantone uniti per risanare le acque del torrente Pevereggia con il progetto Interreg “Acqua senza confini”
Il progetto si concentra sulla piana del Palone e sulla valle della Pevereggia, aree di rilevante interesse idrogeologico che ospitano importanti pozzi di captazione idrica a servizio degli acquedotti di Luino e del Malcantone

È stato presentato questa mattina nella sede della Provincia di Varese, il progetto Interreg Italia-Svizzera dal titolo “Acqua senza confini”, un’iniziativa transfrontaliera volta al risanamento ambientale, alla tutela delle risorse idriche condivise e alla valorizzazione naturalistica del territorio tra il Varesotto e il Canton Ticino.
L’evento di lancio ha visto la partecipazione di rappresentanti istituzionali e tecnici, tra cui Stefano Bellaria, consigliere provinciale con delega alla Transizione ecologica; Alfonso Grisolia, Project officer dell’Autorità di Gestione Interreg; Daniel Buser, delegato del Comune di Tresa in Svizzera: Enrico Bianchi, sindaco del Comune di Luino e Daniel Ryser, delegato della Fondazione Malcantone insieme ai partner di progetto e alle organizzazioni associate.
Il progetto si concentra in particolare sulla piana intramontana del Palone e sulla valle della Pevereggia, aree di rilevante interesse idrogeologico che ospitano importanti pozzi di captazione idrica a servizio degli acquedotti di Luino e del Malcantone. Questi territori, già oggetto di studio nel programma Interreg 2002-2006, sono interessati da un sistema acquifero alimentato dal torrente Pevereggia, corso d’acqua che nasce in Italia, attraversa la piana del Palone e confluisce nel fiume Tresa, ricco di zone golenali tutelate a livello europeo.
Negli ultimi anni è emersa una criticità ambientale significativa: la presenza di tetracloroetilene nelle acque sotterranee, attribuita a un cumulo di materiali di riporto contaminati situato nel comune di Dumenza, da cui si origina l’inquinamento. Il sito, privo di responsabilità dirette da parte dei proprietari, è stato individuato come “orfano” e sarà oggetto di bonifica, con la rimozione e la vagliatura del materiale, il parziale riutilizzo in loco e il ripristino di un’area umida preesistente.
L’intervento comprende anche azioni sul versante ticinese del torrente Pevereggia, dove si prevede la riapertura di tratti attualmente tombati, nonché un monitoraggio congiunto e continuativo delle acque superficiali e sotterranee. A questi si affiancheranno iniziative di valorizzazione ambientale e didattica, come la messa in rete di sentieri naturalistici tra Italia e Svizzera e attività di divulgazione scientifica sul campo.
Con un budget complessivo di oltre 1,4 milioni di euro, il progetto è guidato dalla Provincia di Varese in qualità di capofila, in partenariato con il Comune di Tresa in Svizzera, il Comune di Luino e la Fondazione Malcantone. L’obiettivo principale è il miglioramento della qualità delle acque e del contesto ambientale, il rafforzamento della cooperazione transfrontaliera e la sensibilizzazione della popolazione alla tutela delle risorse naturali condivise.

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