Varese

“Vespri d’organo”, la rassegna organistica della Basilica di Varese

Andrea Gottardello sarà il protagonista della serata di apertura della rassegna, domenica 6 aprile, con la “Variazioni Goldberg” di Bach

06 Aprile 2025

Le Variazioni Goldberg di J.S. Bach, all’organo il M° Andrea Gottardello.

Una tradizione diffusa, al limite del verosimile, vuole quest’Aria e 30 variazioni essere state composte per J. Gottlieb Goldberg, brillante cembalista assunto alla corte del Conte Heinrich von Brühl, un diplomatico sassone che dopo una rapida carriera divenne ministro delle finanze, e che pare soffrisse d’insonnia. Circostanza credibile se si pensa che il Conte von Brühl, nonostante fosse amatore delle arti, fu la causa di una rovinosa politica fiscale che immiserì il paese, rivelando una disastrosa inettitudine all’amministrazione finanziaria che lo condusse, ormai sessantenne, all’arresto. Alcuni aneddoti ci riportano come egli chiedesse frequentemente al suo cembalista di suonare per lui al fine di alleviare le gravose notti insonni che lo tormentavano. Bach, presso cui il promettente Goldberg studiava, compose le famose Variazioni che dal suo allievo presero il nome e così passarono alla storia come “Variazioni Goldberg”. Da una semplice aria il sol maggiore, Bach trae la struttura armonica del basso come base per il costrutto di 30 diversi brani che, appunto, ne variano lo sviluppo in tutte le versioni formali della musica barocca tastieristica allora praticata. L’architettura dell’intera opera è troppo complessa perché si possa ampiamente trattarne il contenuto in questa sede; è sufficiente tenere a mente la suddivisione in gruppi di 3 variazioni (l’ultimo dei quali è sempre un canone a intervalli distanti un tono crescente – all’unisono, alla seconda, alla terza etc. – e in alcuni casi per moto contrario) e la netta separazione in due gruppi di 15 variazioni (la nr. 16 è un’Ouverture). L’ultimo canone, che dovrebbe essere alla decima, viene curiosamente sostituito da un Quodlibet (Intreccio di due arie conviviali moito conosciute all’epoca i cui testi recitano grosso modo così: “Sono così a lungo restato lontano da te, ritorna, ritorna, ritorna” e “Cavoli e rape mi hanno fatto fuggire. Se mia madre avesse cucinato della carne sarei restato più a lungo”) rivelando la genuina giovialità di quel Bach che la storiografia moderna ci ha restituito, amante del suo tabacco da pipa, dell’acquavite e della buona tavola. In conclusione viene ripetuta l’aria da capo. La maestria compositiva profusa in queste composizioni denota una sapienza contrappuntistica che rendono queste variazioni un’opera senza tempo e con le quali esecutori e compositori di tutte le epoche si sono misurati traendovi incredibili benefici. La destinazione esplicitata sul frontespizio reca la chiara indicazione “per clavicembalo a due tastiere” anche se oggi l’opera viene felicemente eseguita oggi al pianoforte (magistrali le versioni di Gould e Schiff) e recentemente anche all’organo, la cui varietà timbrica della tavolozza fonica dei registri e l’affido di alcune parti alla pedaliera permettono un ascolto di questa monumentale opera con maggiore varietà. La difficoltà richiesta all’esecutore è alquanto elevata, Bach sembra in alcuni casi anticipare quelli che saranno gli stilemi propri del virtuosismo pianistico romantico. Anche per questo motivo gli storici mostrano un certo scetticismo circa la destinazione a Goldberg; sembra poco plausibile che un ragazzo, all’epoca quattordicenne, per quanto dotato, possedesse gli strumenti tecnici per l’esecuzione delle variazioni. Non sappiamo se le variazioni abbiano prodotto effetti benefici sulle notti bianche del Conte, è però lecito immaginare il bravo Goldberg trascorrerne molte insonni nello studiarle.

31 Marzo 2025

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