A Vergiate la cerimonia di inaugurazione della Pietra d’inciampo per Giuseppe Caielli, vittima del nazismo
A ottant’anni da quella tragica deportazione, il suo nome tornerà simbolicamente nel luogo da cui fu strappato grazie alla posa di una Pietra d’Inciampo

Vergiate si prepara a rendere omaggio alla memoria di Giuseppe Caielli, cittadino deportato nel campo di concentramento di Mauthausen l’8 aprile 1944 e assassinato nel sottocampo di Gusen il 22 aprile 1945. A ottant’anni da quella tragica deportazione, il suo nome tornerà simbolicamente nel luogo da cui fu strappato grazie alla posa di una Pietra d’Inciampo, parte del progetto monumentale europeo ideato dall’artista tedesco Gunter Demnig, volto a mantenere viva la memoria delle vittime della deportazione nazista.
La cerimonia pubblica si terrà sabato 12 aprile 2025, alle ore 10.30, in largo Lazzari a Vergiate. In caso di maltempo, l’iniziativa sarà ospitata nella vicina Sala Civica “A. Marchetti”.
L’evento vedrà la partecipazione delle principali autorità istituzionali e rappresentanti del mondo associativo. Saranno presenti il prefetto Salvatore Rosario Pasquariello, il presidente della Provincia di Varese Marco Magrini, il dirigente scolastico provinciale Giuseppe Carcano, il sindaco di Vergiate Daniele Parrino, la presidente dell’ANPI provinciale di Varese Ester Maria De Tomasi e il presidente dell’ANPI di Varano Borghi Giovanni Bloisi. Accanto a loro anche il Consiglio Comunale dei Ragazzi e delle Ragazze, segno dell’impegno educativo e del coinvolgimento delle giovani generazioni nella trasmissione della memoria.
Alla cerimonia prenderanno parte anche i parenti di Giuseppe Caielli, la cui presenza conferisce un significato ancora più profondo al momento commemorativo. L’accompagnamento musicale sarà a cura di Stefano Tosi.
Le Pietre d’Inciampo sono piccoli blocchi in ottone incastonati nel selciato, in prossimità delle abitazioni o dei luoghi legati alla vita delle vittime della deportazione. Su ciascuna pietra è inciso il nome della persona, la data della sua deportazione e, se nota, quella della morte. Si tratta di un gesto semplice ma carico di significato, che restituisce alle comunità locali la memoria concreta e quotidiana di chi è stato strappato alla propria casa, alla propria vita, ai propri affetti.
Con questa iniziativa, Vergiate riafferma l’importanza della memoria storica come fondamento della coscienza democratica e della convivenza civile. Un gesto di responsabilità collettiva, perché ricordare è un dovere che riguarda tutti.
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