Non sono un vizio: la verità nascosta dietro le dipendenze. Se ne parla ad Azzate

Lunedì 7 aprile nella Sala Consiliare del Comune alle ore 20.45 si parlerà di dipendenze e non solo con la Responsabile della Comunità Terapeutica Cascina Verde, Raffaella Frangi, l’educatore professionale Luca Vitolo e tre ospiti della struttura che porteranno la loro testimonianza

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Lunedì 7 aprile presso la Sala Consiliare del Comune di Azzate alle ore 20.45 si parlerà di dipendenze e non solo con la Responsabile della Comunità Terapeutica Cascina Verde, dottoressa Raffaella Frangi, l’educatore professionale dottor Luca Vitolo e tre ospiti della struttura che porteranno la loro testimonianza.

“Le dipendenze non sono un vizio, una debolezza morale o una scelta consapevole – spiegano gli organizzatori della serata- . Sono una condizione complessa, un labirinto oscuro in cui ci si smarrisce, dove la bussola della volontà si rompe e la libertà svanisce. Immaginate un vortice, un mulinello che risucchia tutto: la gioia, la speranza, la dignità. La dipendenza è questo vortice, un’ossessione che imprigiona la mente e il corpo, un bisogno impellente che annienta ogni altra priorità. Non c’è un volto unico per la dipendenza. Può manifestarsi in mille forme: l’alcol, le droghe, il gioco d’azzardo, il cibo, internet, il sesso. Ognuna di queste maschere nasconde una sofferenza profonda, un vuoto interiore che cerca disperatamente di essere colmato. Le persone che lottano contro la dipendenza non sono “cattive” o “deboli”. Sono persone come noi, con le loro fragilità, le loro ferite, i loro sogni infranti. Spesso, la dipendenza è una fuga dal dolore, un modo per anestetizzare le emozioni insopportabili, per trovare un sollievo effimero in un mondo che sembra troppo duro. Ma il sollievo è una trappola. La dipendenza stringe la sua morsa, imprigionando la persona in un ciclo di autodistruzione. La sostanza o il comportamento diventano l’unica ragione di vita, l’unica fonte di piacere, l’unica via di fuga. Il recupero è un cammino arduo, una salita ripida e tortuosa. Richiede coraggio, forza di volontà, sostegno. Ma è possibile. Molti ce l’hanno fatta, hanno ritrovato la luce dopo aver vagato nell’oscurità. Non giudichiamo chi lotta contro la dipendenza. Tendiamo una mano, offriamo il nostro sostegno, ascoltiamo senza pregiudizi. La comprensione e l’empatia sono il primo passo per aiutare chi è intrappolato in questo labirinto oscuro”. ”

“Ricordiamoci che la dipendenza è una malattia, non una colpa – conclude Luca Vitolo, di Cascina Verde- . Scopo della serata non è insegnare ma ragionare, pensare, condividere preoccupazioni, ansie, mettersi in discussione in modo sereno e sincero, per meglio capire e accompagnare i nostri ragazzi lungo la strada della vita soprattutto nel momento forse più tortuoso: l’adolescenza, dove inizia l’intricato viaggio dalla dipendenza all’indipendenza”.

“La guarigione dalla dipendenza è un viaggio, non una destinazione. Viaggiamo, ma non con loro, a fianco di LORO. Solo così diventeranno, esseri, INDIPENDENTI” Anonimo

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 01 Aprile 2025
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