E venne il giorno della benedizione
Dopo tante polemiche, martedì alle 13 don Bruno è entrato nella scuola media Montessori per il rito. "Ho benedetto nell'androne d'ingresso, situazione poco adatta"
Proposta, controproposta, strali dal pulpito, articoli sulla stampa nazionale, incontro vis-a-vis tra i protagonisti, infine l’accordo. E ora si è finalmente arrivati al gran giorno, quello della benedizione: dopo le 13 don Bruno Perego, parroco di Cardano al Campo, si è presentato ed è entrato, da solo, nell’edificio della scuola media Montessori (nella foto), per la benedizione. La visita è stata resa possibile dalla disponibilità dei genitori a farsi garanti per la sicurezza dei bambini in orario extrascolastica, secondo la richiesta che il consiglio d’istituto aveva fatto fin da novembre. «La benedizione è stata fatta all’interno della scuola» spiega il sacerdote. Che però lamenta come «l’androne d’ingresso» non sia il posto migliore, «ci è voluto molto tempo a far mettere in silenzio i ragazzi». Per questo don Bruno annuncia già che l’anno prossimo farà una richiesta più precisa: «Chiederò di farla in palestra, un ambiente più adatto». Per quest’anno, va bene la vittoria sulla benedizione all’interno, soluzione preferita rispetto al rito celebrato in cortile.
Nonostante l’accordo ottenuto in extremis, o forse proprio per questo, don Bruno sembra non aver voglia di chiudere la vicenda: «Dicono che non erano contrari alla benedizione. Ma queste sono menzogne, il consiglio d’istituto disse che non si poteva fare». Il sacerdote insiste: «La preside ha cambiato idea, ha detto che andava bene. Adesso cambia idea lei, prima diceva che la responsabilità era del consiglio d’istituto, che decideva autonomamente». In ogni caso don Bruno – che ha ricevuto anche attestati di solidarietà dal mondo della politica, da Raffaele Cattaneo a Dario Galli – ritiene che anche il consiglio abbia avuto una posizione scorretta,a non tenere conto da subito della posizione dei più: «in democrazia è vergognoso non rispettare le maggioranze. Per fortuna la mobilitazione della gente ha risolto tutto». La maggioranza vince. Questa è la democrazia (o no?).
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