Da Torino e Lugano per la Casa in piazza
Alla prima borsa immobiliare hanno partecipato oltre tremila persone, tanti visitatori arrivavano da fuori provincia. Isabella Tafuro: «Un messaggio di ottimismo vero è arrivato dai giovani al primo acquisto»

Il bilancio della tre giorni della“Casa in piazza” per gli operatori del settore è stato più che positivo. «Il mercato finalmente si sta muovendo – continua la Tafuro – siamo soddisfatti perché abbiamo visto pochi curiosi e molti clienti veri, intenzionati all’acquisto e con idee ben precise. Positiva anche la coesione tra i vari operatori, abbiamo agito come un vero team dando le risposte che i visitatori chiedevano».
Tra le domande più frequenti poste agli operatori: la donazione di immobili e la compravendita, quando è meglio usare l’una o l’altra per trasferire il patrimonio immobiliare; che tipo di mutuo scegliere per l’acquisto; le agevolazioni fiscali e il risparmio energetico; come scegliere la seconda casa. «Abbiamo visto molti genitori che volevano acquistare immobili per i figlii – racconta
Santino Taverna, presidente provinciale e regionale della Federazione italiana dei mediatori e agenti di affari – e questo è un buon segnale perché vuol dire che si pensa al mattone come un investimento sicuro e duraturo. È stato interessante vedere il continuo andirivieni tra gli stand degli operatori immobiliari, l’help desk del consiglio notarile e le banche. Alcuni si interfacciavano prima con il credito e poi venivano da noi, ma tutto in chiave propositiva. La cosa bella di questa manifestazione è stata proprio questa circolarità: i visitatori ottenevano una risposta per ogni domanda relativa all’acquisto».

Gli operatori del mercato sperano molto nella ripresa e nel ruolo che potrà giocare la cedolare secca, la nuova tassazione sugli immobili che abbatte al 20% la tassa che i proprietari devono pagare. «La cedolare porterà più unità da locare sul mercato e quindi un beneficio per le classi meno abbienti perché i prezzi della locazione dovrebbe ro calare – conclude Taverna – e questo è propedeutico per la compravendita. Non dimentichiamo che l’incidenza del settore sul pil complessivo è pari al 15%.e che per far ripartire il settore e alimentare la filiera bisogna finanziare il ceto medio. Tradotto in altre parole significa: dare più fiducia alle persone».
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