«Non vogliamo diventare come il sud-Italia», leghisti in piazza per le ronde
Presidio con fiaccolata in piazza san Bernardo con un drappello di leghisti capeggiati dal consigliere regionale Longoni per chiedere l'istituzione del servizio di vigilanza attiva dei cittadini dopo la sparatoria di una settimana fa
«Castellanza non farà la fine di Palermo, la gente padana è diversa». Giangiacomo Longoni ha voluto sottolineare con questa frase la risposta della Lega Nord alla sparatoria avvenuta lunedì sera durante il gazebo con fiaccolata per chiedere le ronde tenutosi davanti a piazza San Bernardo ieri sera, martedì.
L’iniziativa lanciata nei giorni scorsi dalla sezione locale guidata da Giancarlo Lovisolo non ha visto una partecipazione molto numerosa ma erano comunque una cinquantina i militanti leghisti presenti al gazebo tra i quali Giangiacomo Longoni, consigliere regionale, e Ferruccio Ferro, vice-sindaco di Castellanza. Proprio all’amministrazione sono state rivolte le critiche maggiori da parte di Lovisolo che ha risposto alla frase dell’assessore alla sicurezza Manelli «noi ci incateneremo per il federalismo – ha detto Lovisolo – le ronde sono uno strumento che esiste ed è regolamentato per questo le chiediamo» mentre, sempre secondo Lovisolo il sindaco «ha minimizzato l’episodio». Il vicesindaco Ferruccio Ferro ha messo in guardia i cittadini dall’idea di sicurezza del Pd: «loro hanno il coraggio di dire che le ronde sono peggio dei criminali che vengono qui a sparare – ha detto Ferro leggendo una dichiarazione – questi signori hanno questa idea della sicurezza».
Longoni, venuto a portare il saluto dei consiglieri leghisti in consiglio, ha espresso stima per lo sforzo profuso in questi giorni dalle forze dell’ordine: «so che lo stesso primo dirigente Broggini è venuto a bere un caffè col sindaco in piazza – ha ricordato il consigliere – spero che questa attenzione su Castellanza continui. Non permettiamo che qualcuno possa pensare che noi siamo come la Sicilia o come i territori dove c’è la camorra: vogliamo le ronde perchè chi sta in silenzio si rende complice, chi non denuncia fa il gioco dei malviventi». L’elogio al lavoro di Maroni, ministro dell’Interno, arriva subito dopo: «Sta facendo un ottimo lavoro coi clandestini – ha ricordato Longoni – con i respingimenti, con la lotta alla clandestinità. Abbiamo le carceri piene di immigrati clandestini, vanno fermati».
A fine presidio la Lega di lotta è tornata ad essere Lega di governo e Ferro ha annunciato che verrà presentata in consiglio comunale una delibera per il rimborso dei danni subiti dai cittadini che quella sera avevano l’auto parcheggiata in via Col di Lana e che si sono trovati i proiettili conficcati nella carrozzeria. Al gazebo è anche partita la raccolta firme per l’istituzione delle ronde in città.
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