Bossi non è stato eletto in Parlamento
Dopo 35 anni il senatur resterà fuori dal Parlamento. La bizzarra legge elettorale ha penalizzato la Lega e anche il Pd con i due capolista che non passano

Bossi non è stato eletto in Parlamento. L’indiscrezione ha iniziato a serpeggiare in serata. Una volta che Eligendo, il sito ufficiale del Ministero dell’Interno, insieme con gli ultimi risultati elettorali ha iniziato a pubblicare l’elenco degli eletti, è apparsa chiara l’assenza del senatur.
In casa Lega si sta diffondendo la notizia e lascia un ulteriore amaro in bocca dopo i risultati pesanti registrati in tutta Italia, ma soprattutto al Nord. Ma come è potuto accadere dato che Bossi era capolista nel plurinominale a Varese? Il sistema di calcolo dei voti che attribuisce l’elezione dei parlamentari candidati nei listini proporzionali è complicato e su molte posizioni si sta facendo ancora chiarezza ma al momento il nome di Umberto Bossi manca.
Il fondatore e leader storico del Carroccio dopo 35 anni non entrerà in Parlamento. Stefano Gualandris, commissario provinciale della Lega di Varese spiega: «Al momento Bossi risulta fuori dal Parlamento, frutto di quel meccanismo perverso della ripartizione dei voti chiamato flipper. In questa fase sta segnando eletti in collegi del sud e paradossalmente non qui sul territorio, attualmente il nome di Bossi non risulta ma la partita è in mano a Calderoli, esperto di dinamiche burocratiche di questo tipo, e agli uffici elettorali».
Con Bossi un altro escluso “eccellente”. Roberto Rampi, capolista alla Camera non è stato eletto. Lo scrive direttamente lui sul suo profilo Facebook.
«Per le stranezze della legge elettorale, nonostante fossi capolista, e nonostante si sia arrivati secondi al proporzionale, il seggio che avrei dovuto occupare alla Camera non scatterà. Il meccanismo proporzionale nazionale produce degli effetti paradosso e ci siamo finiti proprio in mezzo come nel cuore di un uragano».
«Mi spiace – prosegue l’esponente dem – per gli impegni che mi ero preso con molti di voi. Quando ho detto che si trattava di un collettivo, beh è proprio quel che è successo. L’energia e la passione di tante persone. Che in tantissimi modi diversi si sono spese perché riconoscevano che avremmo potuto sviluppare un bel lavoro insieme. Ecco. Mi dispiace che per un meccanismo assurdo non si possa concretizzare questo lavoro. E questo si aggiunge al momento difficile che in ogni caso dovremo affrontare».
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L’Umberto? Bacioni anche a lui! (Tanto non mi dimetto…Disse il fanagottone)
Ma con i problemi di salute che ha, chi avrebbe mai intravisto il Senatur in Parlamento? Sarebbe stato un seggio sprecato!