Giornalisti sempre più isolati e multitasking: perché il lavoro è fonte di stress, ansia e burn out
Due ricerche sulla salute mentale dei giornalisti, realizzate da Irpi Media e Casagit, evidenziano una crescente difficoltà anche a causa delle nuove regole del. lavoro

Il giornalismo cambia, la tecnologia detta i ritmi, la notizia innova. Per chi lavora nel campo del giornalismo quella che stiamo attraversando è una fase di grandi scossoni. Tenere insieme tutti i pezzi è complicato, i ritmi sono più frenetici e la redazione diventa un luogo più tecnico e asettico.
Stress, ansia, insonnia, abuso di cibo e sostanze, dipendenza da internet, attacchi di panico, burnout: sono gli stati d’animo più diffusi che emergono dall’indagine “Come ti senti”, realizzata da Irpi Media, per approfondire lo stato della salute mentale dei giornalisti in Italia.
Anche Casagit, la Cassa autonoma di assistenza integrativa dei giornalisti italiani, ha indagato sul benessere dei suoi associati: « Tra i compiti della nostra società di mutuo soccorso – spiega il Presidente nazionale Gianfranco Giuliani – c’è la vigilanza sulla salute e sulla sicurezza dei nostri soci. Abbiamo voluto sondare il terreno e abbiamo proposto un sondaggio dedicato allo stato di salute mentale. Hanno preso parte 1592 giornalisti, che lavorano nelle redazioni, quindi strutturati. Volevamo avere un quadro oggettivo della situazione e comprendere quali siano le fonti di stress, così da individuare eventuali strumenti a sostegno della vita professionale e personale».
Casagit garantisce anche un’assistenza psicologica, grazie a un accordo siglato con l’Ordine professionale: «Avere dati scientifici sullo stato di salute mentale degli associati è stato il primo passo per evidenziare le criticità – spiega ancora Giuliani – sono questi temi di cui si andrà a discutere in fase di rinnovo del contratto di lavoro con la FNSI».
A rendere stressante il lavoro odierno sono diversi elementi che hanno a che fare con la tecnologia e con le diverse piattaforme che il giornalista è chiamato a gestire in contemporanea: « Il modello di lavoro porta a isolare sempre di più il giornalista – spiega ancora il presidente di Casagit – il lavoro diventa individuale e ,questo isolamento, crea ansia e stress perché è venuto meno il confronto e il supporto dei colleghi. Si è portati a cercare conforto ormai fuori dal luogo di lavoro, nella famiglia».
Come intervenire dunque? « I giornalisti devono essere in grado di lavorare in un clima sereno.Quindi hanno bisogno di conoscenza e di formazione. Oggi facciamo formazione su vari argomenti ma occorrerebbe investire di più sulla preparazione all’utilizzo degli strumenti lavorativi».
Il tema del benessere e della salute mentale dei giornalisti sarà al centro del panel in programma a Glocal il prossimo 8 novembre dalle 14.30 alle 16.30 in Sala Campiotti Piazza Monte Grappa 5 Varese.
L’incontro garantisce crediti per la formazione permanente dei giornalisti.
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Io credo bisognerebbe centrare le coordinate per esprimere un commento ad un articolo che definisce più stressante il lavoro del giornalista rispetto al passato.Il giornalista credo oggi non goda più della stima di anni in cui grossi e celebri nomi riempivano giornali con la loro arguzia e professionalità.Poi effettivamente di cosa si parla ; credo che Vespa non abbia lo stress di Ranucci, per fare due nomi a caso.