Il Liceo Artistico di Varese ospita “Metà umani Metà fiori”, una mostra che racconta uomo, mito e natura

“Spazio Clip” apre le sue porte all'artista Riccardo Garolla, ex alunno della scuola, la cui carriera artistica è caratterizzata da una sperimentazione continua che abbraccia dipinti, disegni, sculture e installazioni

liceo frattini

“Spazio Clip” – vetrina espositiva del Liceo Artistico Frattini di Varese – riprende la sua attività annuale domani, sabato 7 dicembre alle 11, inaugurando una mostra in titolata “Metà umani Metà fiori” dell’artista Riccardo Garolla, ex alunno della scuola, la cui carriera artistica è caratterizzata da una sperimentazione continua che abbraccia dipinti, disegni, sculture e installazioni.

Garolla ha partecipato a eventi nazionali ed internazionali quali la 55esima Biennale di Venezia (evento collaterale nel padiglione curdo), le mostre “Happiest” ed “ElectricSkyes” a Milano e Lugano, nonché Fiere e Premi quali “ArtKarlsruhe” e il “Premio Ricoh”. Le sue opere riflettono una forte tensione verso l’esplorazione del corpo umano, della sua fragilità e della sua trasformazione. La sua poetica è stata recensita positivamente per la capacità di coniugare poesia visiva e intensità espressiva.

“Questa mostra presenta una selezione di opere accomunate da un tema centrale nella mia ricerca artistica: il legame profondo tra uomo, natura e mito – racconta – Il mito non è soltanto una narrazione antica, ma una forma di psicologia arcaica che ci appartiene. Rappresenta una rete invisibile di simboli e archetipi, quella che possiamo definire la “trama di fondo della vita”, costituendo le radici del nostro pensiero e della nostra percezione. Le opere esposte, raccolte sotto il titolo “Metà umani Metà fiori”, esplorano il punto di incontro tra il mito e la natura umana. Il mito non si limita a essere un immaginario collettivo: agisce come una forza viva e trasformativa. Le figure rappresentate, sospese tra umano e naturale, raccontano un processo di metamorfosi che si manifesta tanto visibilmente quanto in forma metaforica. In questa visione, la natura non è un semplice scenario, ma uno spazio dinamico di trasformazione. È un luogo in cui l’essere umano si ritrova e, allo stesso tempo, affronta un conflitto. Una natura al contempo desiderata e abbandonata – conclude – capace di alterare la figura umana con la sua energia, fino quasi a trasfigurarla. Attraverso queste opere, la metamorfosi si rivela un’alleanza profonda tra uomo e natura, una chiave per raccontare e comprendere il mondo”.

La mostra rimarrà aperta dal 7 dicembre all’11 gennaio 2025, festività escluse. Visitarla potrà essere l’occasione per osservare il nuovo allestimento del Museo Diffuso (Mu.D. – L.A.A.F) con quadri e sculture appartenenti alla ricca collezione del Liceo, ora esposti al piano terra dell’edificio.

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francescamarutti3@gmail.com
Pubblicato il 06 Dicembre 2024
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