Medici di medicina generale si cambia: al lavoro anche nelle case di comunità. Ma per ora è una scelta
Asst Sette Laghi ha pubblicato il bando per il passaggio al ruolo unico di assistenza primaria dei medici di medicina generale. Il primo passo verso la riorganizzazione della medicina territoriale

I medici di famiglia potranno lavorare nelle case di comunità. Dal primo gennaio 2025 è entrato in vigore il nuovo contratto che rivede il lavoro dei medici di medicina generale sul territorio e introduce il “ruolo unico di assistenza”.
38 ore settimanali da gestire in autonomia o intra-aziendale
Non cambia la natura di contratto in libera professione, ma sarà a 38 ore settimanali che potranno svolgere o in totale autonomia ( come avviene oggi) oppure all’interno del sistema territoriale ospedaliero con funzioni che vanno dall’assistenza domiciliare, alla cronicità, alla continuità assistenziale, alla prevenzione.
Il nuovo modello diventa obbligatorio per chi concluderà il percorso formativo da quest’anno
La novità riguarda obbligatoriamente quanti completeranno, da quest’anno, il percorso formativo dedicato alla medicina di base: al termine sottoscriveranno il nuovo modello integrato di lavoro che riconosce la possibilità di modulare l’impegno in base al numero di pazienti:
Fino a 400 assistiti dovranno svolgere tutte e 38 ore all’interno delle case di comunità,
Tra i 401 e i 1000 metteranno a disposizione 24 ore settimanali
Tra 1001 a 1200 lavoreranno per 12 ore nelle case di comunità
Tra 1201 a 1500 saranno coinvolti per 6 ore
Oltre i 1500 assistiti si dedicheranno alla sola medicina territoriale come avviene oggi.
In caso di medici in formazione se avranno 640 assistiti dovranno svolgere 24 ore di attività obbligatoria che scendono a 12 in caso di un numero tra 651 e 1000 assistiti mentre chi ne avrà di più non dovrà svolgere nessuna attività.
Il contratto definisce il “ruolo unico di assistenza primaria”
« In futuro si andrà verso una maggiore integrazione tra medicina del territorio e attività ospedaliere – spiega il dottor Giuseppe Calicchio direttore socio sanitario di Asst sette Laghi – Il contratto prevede per i nuovi convenzionamenti l’impegno nella AFT ( Agregazione funzionale territoriale) di 38 ore che si riducono in base al numero dei pazienti presi in carico per scelta fiduciaria (tabella riportata sopra)».

( il dottor Giuseppe Calicchio)
Cos’è la AFT – Agregazione funzionale territoriale
Le AFT garantiscono l’assistenza per l’intero arco della giornata e sette giorni su sette a una popolazione non superiore a 30.000 abitanti e assicurano la diffusione capillare dei presidi dei medici del ruolo unico di Assistenza Primaria nell’ambito dei modelli organizzativi regionali. Nelle AFT, questi medici saranno funzionalmente connessi tra loro attraverso una struttura informatico-telematica che potrà consentire anche lo sviluppo della Telemedicina.
L’adesione al ruolo unico è volontaria per i medici già in servizio: il bando di Asst Sette Laghi
L’Asst sette Laghi ha emesso l’avviso per consentire il passaggio al ruolo unico di assistenza primaria dei medici di medicina generale: «Per quanti stanno già lavorando nella medicina territoriale l’adesione sarà volontaria – assicura il direttore sociosanitario – potranno aderire al ruolo unico, lavorando per un monte ore stabilito nelle attività definite dall’Asst, o potranno continuare con il contratto già in essere. Diciamo, il primo gennaio 2025 è il punto di inizio di un processo che va a rivedere l’organizzazione della medicina territoriale in futuro».
Sono 94 gli ambiti carenti della medicina territoriale nel bacino di Asst Sette Laghi
Oggi, però, l’emergenza rimangono ancora gli ambiti carenti: la Sette Laghi ne conta ben 94 ( in aumento perchè è stato rivisto il rapporto ottimale, sceso a un medico ogni 1200 assistiti invece di 1300) a cui si devono aggiungere anche gli 84 ambiti per l’ex guardia medica: « Oggi abbiamo solo 5 medici di continuità assistenziale di ruolo a cui si aggiungono incarichi temporanei che svolgono soprattutto i medici in formazione – chiarisce ancora il dotto Calicchio – Il nuovo contratto diventerà pienamente funzionante anche quando sarà ultimata la riforma della continuità assistenziale. In futuro ci saranno più medici che lavoreranno fino a mezzanotte nelle case di comunità e poi subentrerà la centrale unica a cui rispondono dei medici. Il modello in questi mesi si sta sperimentando nelle province di Bergamo, Monza Brianza e in parte nel Milanese. Nel bacino di Ats Insubria si avrà entro fine anno».
Il dottor Calicchio è fiducioso: « Il contratto apre a prospettive diverse con integrazione ospedale territorio che possono risultare interessanti. In questo momento la criticità è sulle carenze nel territorio ma è il primo passo verso la realizzazione di un modello diverso di sanità territoriale che verrà implementato anche in futuro, a partire dalla telemedicina»
Il bando pubblicato dall’Asst è aperto a tutti e scadrà il 10 febbraio prossimo.
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