Ha
43 anni ed ha iniziato otto anni fa la propria carriera politica
con la conquista, da parte della Lega Nord, del palazzo comunale.
Gregorio Dario Cattaneo, artigiano, sposato e con due figli, è
stato fino a poco tempo fa capogruppo consiliare, nonché
assessore ai lavori pubblici dell’uscente amministrazione. Ora
è candidato sindaco per a Gerenzano per la Lega Nord. Cattaneo,
all’inizio non aveva alcuna intenzione di presentarsi come
candidato, ma poi qualche cosa gli ha fatto cambiare idea. Che
cosa?
«Era stata una bella esperienza quella di questi otto anni e
volevo stare a casa con la mia famiglia. Mi ha fatto cambiare idea
l’ultimo mese prima della campagna: ho visto e sentito che le
scelte che avevamo fatto sul paese e che stavamo portando avanti
venivano stravolte. Pensare di buttare via otto anni di
amministrazione non mi andava proprio giù. Così mi è scattata
la molla che mi ha fatto decidere di accettare la candidatura».
Come
mai la Lega Nord ha scelto di presentarsi da sola, rifiutando
qualsiasi alleanza?
«La
scelta è nata dal fatto che in questi otto anni di
amministrazione non siamo mai stati condizionati, né da
segreterie di partito, né da altri soggetti. Negli ultimi tempi
inoltre abbiamo visto che si sono affacciati sulla scena politica
parte della vecchia classe politica che tanti danni hanno creato
prima che arrivassimo noi. Ero stato contattato da Forza Italia e
Alleanza Nazionale e tutti vedevano bene la mia candidatura, ma
non essere andati a creare alleanze è stata una risposta concreta
a quello che abbiamo pensato fin dall’inizio, ovvero non
allearci con gente che aveva solo interessi o spartizioni
all’interno».
Lega
Padana Lombardia, una lista che ha fatto pensare a una spaccatura
nella Lega Nord e che è nata da gente uscita dalla Lega. Non
pensa che l’elettorato rischi di rimanere piuttosto confuso?
«Penso
che quello dei fondatori di questa lista sia stato un
atteggiamento scorretto. Scorretto perché i consiglieri che hanno
fondato la Lega Padana Lombardia, e che sono usciti dalla Lega
Nord, non hanno mai dato le dimissioni dal consiglio comunale.
Penso sia stato fatto apposta per portare via voti alla Lega Nord.
Un semplice dispetto perché, se si fossero presentati come lista
civica, nessuno avrebbe avuto niente da dire, ma l’andare a
cercare il simbolo, molto simile al nostro, è stata una
scorrettezza nei nostri confronti».
Su
cosa punta il programma con cui si presenta?
«Il
mio programma devo dire che punta soprattutto sulla continuità di
quello che è stato fatto in questi otto anni».
Quale
il primo grosso problema da affrontare in questo momento?
«Diciamo
che la prima grossa soddisfazione che potremmo avere sarà quella
di vedere ultimato il progetto di riqualificazione delle piazze e
del centro storico che servirà a dare un incentivo per
riqualificare un centro lasciato andare per anni. Ci siamo dati da
fare con il piano regolatore, stanno venendo avanti tantissimi
piani di recupero, ma noi per primi dobbiamo dare il buon esempio».
Tre parole chiave con cui
conquistare gli elettori?
«Riqualificazione. Viabilità. Tasse. Sulla riqualificazione puntiamo
soprattutto sul centro storico come già detto. Per la viabilità
abbiamo una varesina che taglia il paese, congestionata dal
traffico e che costringe la gente a usare il centro come via
alternativa. Bisogna rivedere i punti nevralgici come i punti
semaforici e poi bisogna portare avanti il discorso con la Regione
della Varesina Bis, danneggiando il territorio il meno possibile.
Sulle tasse vogliamo non aggravare ulteriormente i cittadini. Noi
fino ad oggi abbiamo abbassato l’Ici al 4,5 per cento; il mio
intento è quello di mantenere l’imposta a questi livelli.
Inoltre, stiamo realizzando una piattaforma rifiuti che ci
permetterà di pensare una riduzione delle tariffe della nettezza
urbana. Non si tratta di un programma di cose irrealizzabili perché
è frutto di otto anni di esperienza. Abbiamo pensato di inserire
nel programma tutto quello che possiamo realizzare. Ho sempre
pensato di fare buona amministrazione e lasciare un po’ fuori la
politica: prima di tutto io sono un amministratore».
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