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Speciale elezioni - Busto Arsizio - Intervista con Alberto Grandi candidato sindaco del centro sinistra 
Bella, verde e sicura:
il centro sinistra così vede la Busto del 2007

Quarantacinque anni, architetto sposato con quattro figli. Consigliere comunale dal 1993, è stato capogruppo dei Democratici di sinistra. E' Alberto Grandi il candidato sindaco del centro sinistra in lizza per Palazzo Gilardoni a Busto Arsizio per le amministrative del 26 maggio. Guida una compagine di centro sinistra allargata a Rifondazione Comunista e alla Lista Di Pietro, un caso raro e già un successo per la città. 

Qual è il suo giudizio su Busto Arsizio dopo due mandati guidati da Gianfranco Tosi e dal governo monocolore della Lega Nord? 
"Una città con quartieri periferici in condizioni disastrate - spiega il candidato- in particolare Borsano e Sacconago in cui occorre intervenire subito per dare decoro e sicurezza, una città dove quel tessuto sociale di solidarietà sempre esistito ha subito strappi che vanno ricuciti, una città inquinata e con grossi problemi da affrontare e dove i cittadini possono parlare molto poco con l'amministrazione e con il sindaco, insomma Busto Arsizio oggi è una città dove la politica ha dormito per troppo tempo e dove occorre che i cittadini per primi decidano le sorti del loro futuro".

Quartieri e ambiente sono due emergenze quindi, come dare voce alle periferie e ai quartieri?
"Uno dei punti principali del programma è la partecipazione e la trasparenza. Da anni abbiamo fatto battaglie in consiglio comunale per l'istituzione dei consigli di circoscrizione e dei comitati di quartiere, la prima cosa che faremo è l'istituzione dei comitati riconosciuti da sindaco e amministrazione in modo che possano trovare voce nel palazzo".

E la ricetta per l'inquinamento invece?
"Busto, Gallarate, Legnano e Castellanza hanno una popolazione di duecentomila abitanti, rappresentano il terzo polo urbano della Lombardia con gli stessi problemi di una grossa città, che non riescono a risolvere perché divisi dal confine di due province e da quello amministrativo. L'emergenza ambientale può trovare una risposta solo se trattata a livello intercomunale e per questo vogliamo proporre ai sindaci che amministrano questi comuni la creazione di un'autorità d'area che affronti immediatamente l'emergenza e il problema, collegato, dei trasporti sia pubblici che privati. Per creare un'efficiente rete di servizi e per dissuadere anche dall'utilizzo del mezzo privato occorre infatti affrontare la questione a livello intercomunale, creando una rete fruibile e concorrenziale".

E l'inceneritore rappresenta un problema?
"Un inceneritore e tre discariche sul territorio rappresentano un problema serio al quale potrebbe dare una soluzione l'autorità d'area, ma ci sono provvedimenti che si possono prendere subito come l'obbligo del bollino blu e l'utilizzo del miliardo di energia elettrica prodotto dall'Accam per riscaldare le case attorno all'inceneritore con il risultato di diminuire le emissioni in aria dei camini".

Così lavorerete per le emergenze, quali sono invece le progettualità che avete espresso nel programma?
"Lo slogan del programma è una città verde, bella e sicura. Bella perché vogliamo risanare le periferie e i quartieri, verde perché vogliamo gestire in maniera appropriata il patrimonio di verde della città. E vogliamo farlo senza ricorrere ad appalti esterni, perché non sempre il privato possiede mezzi e competenze, ma tramite un dipartimento del verde con personale specializzato e preparato che porti a Busto la cultura del verde. Questo renderà i parchi più piacevoli da fruire e più sicuri".

La sicurezza è un altro punto del vostro programma?
"Si, parchi e periferie risanate escono dal degrado e diventano più fruibili e sicuri, ma quando si parla di sicurezza si parla anche di un ambiente favorevole per carabinieri e polizia, a questo proposito un nostro impegno è lo stanziamento di fondi per la costruzione della caserma, la polizia di stato ha inoltre bisogno di una sede più decorosa e infine è necessario aumentare l'organico dei vigili urbani e istituire il vigile di quartiere".

E un progetto sociale significativo del vostro programma?
"Quello per prevenire il degrado sociale e la microcriminalità, vogliamo puntare sui centri di aggregazione nelle periferie e cominciare ad utilizzare i fondi della legge 285, che questa amministrazione ha usato solo per i disabili e indirizzarli alla cura del disagio giovanile, che necessita di personale preparato che faccia anche attività di strada".

Parliamo di opere pubbliche. Ce ne sarà una che caratterizzerà la Busto del 2007?
"Intanto dovremmo ultimare le molte opere inconcluse. E poi fra i nostri progetti c'è una vera cittadella dello sport all'interno del parco dell'altomilanese, dunque a livello comprensoriale che rilanci il palazzetto dello sport, ancora praticamente inutilizzato. 
Busto non ha bisogno di grandi opere, ma di grande attenzione verso i cittadini e di interventi decisi sul risanamento dei quartieri".

Ha parlato di opere iniziate e non concluse, e molte in previsione come gestirle per esempio Ebri?
"Prima una precisazione, per la destinazione di Ebri noi abbiamo da sempre indicato la Cascina dei Poveri, un centro di ricerca vicino al Polo fieristico creerebbe confusione e condannerebbe il futuro sviluppo del polo fieristico, in quella zona bisogna ragionare sulla fiera e sulle opere che vanno bene per gli abitanti di Sant'Anna che non devono sentirsi isolati ed espropriati. La Cascina dei Poveri possiede del verde, un facile accesso alle infrastrutture e una zona più tranquilla rispetto al contesto cittadino".

E l'area delle Nord?
"La Ferrovia Nord è una delle occasioni mancate della Lega, una zona strategica e allo stesso tempo un buco all'interno del centro storico, che divide Sant'Edoardo dal centro cittadino. L'interramento delle Nord è un'opera epocale che può essere utilizzata per migliorare città, ma i progetti della Lega non hanno qualità. Quanto al centro direzionale è una previsione che oggi risulta anacronistica, con Malpensa già partita, con il fatto che il Malpensa Express non si ferma e con il polo fieristico altrove non ha nessun senso, inoltre l'esperienza ha dimostrato che i centri direzionali sono i pezzi più brutti della città e il rischio dunque è quello di creare un quartiere pericoloso nel centro storico. Noi vogliamo che venga sistemato, ma che si punti alla creazione di un quartiere residenziale, con negozi e alberghi, che venga bandito un concorso internazionale per puntare sulla qualità della progettazione, dando come indicazione ai progettisti quella di concentrare i fabbricati per creare un parco, solo così si potrebbe qualificare la città".

Busto Arsizio capoluogo di provincia? un obiettivo del centro sinistra?
"Ad oggi non ci sono uomini, imprenditori e forze sociali interessate e in grado di costituire una nuova provincia, inoltre prima di questa, rimane la necessità di governare il polo urbano e solo in seguito si può pensare alla coesione dei quattro comuni. E' un passaggio che non escludo, ma auspico".

 Catia Spagnolo
catia@varesenews.it