Speciale elezioni - Varese - La presentazione delle liste è stata un'occasione per fare bilanci sull'esperienza amministrativa 
La Lega tra amarcord e nuove alleanze

Con un'ovazione per Massimo Ferrario i militanti leghisti hanno subito scaldato l'incontro per la presentazione delle loro liste alle amministrative. Sul palco tutto lo stato maggiore "romano" con in primo piano Giancarlo Giorgetti e Roberto Maroni. In una sala Campiotti stracolma  di candidati,di militanti e di tanti simpatizzanti, per primo ha preso la parola il veterano delle esperienze istituzionali, Giuseppe Leoni. «Sono in Consiglio comunale dal 1985. Iniziai da solo e per cinque anni condussi battaglie in un'assemblea che aveva 36 consiglieri su 40 non nati a Varese. Ora le cose sono cambiate. E lo sono perché c'è la Lega. Noi abbiamo cambiato il modo di fare politica e non vorremmo che i cittadini lo dimenticassero. Anche se adesso corriamo con una coalizione vogliamo restare il primo partito della città». Il pubblico accoglie con calore il suo senatore. Dopo un breve saluto del coordinatore provinciale di Forza Italia, Giorgio De Wolf, ha preso la parola Massimo Ferrario. Emozionato e attento a scandire le parole, ha pronunciato un discorso semplice, ma efficace, senza toni trionfalistici ha elencato il percorso fatto in nove anni di governo di Villa Recalcati. Ha ringraziato quanti hanno avuto fiducia in lui e quanti hanno collaborato perché la Provincia diventasse quello che oggi è. «Chiudo quest'esperienza, che è stata la più importante della mia carriera politica, con un po' di rammarico, ma sono anche contento perché si mette fine a un ciclo e se ne inizia un altro». Con queste parole il microfono è passato a Marco Reguzzoni, candidato leghista per la Casa delle libertà. Da parte sua solo un saluto, la presentazione dei 36 candidati e due battute politiche. Una sugli avversari, dipinti come un'unica sinistra che si divide, ma che in realtà è un'unica cosa. L'altra di taglio più ideologico. «C'è solo una libertà e sta dalla parte della Lega e della Casa della libertà». Il microfono anche in Camera di commercio, come nell'assise degli azzurri è stato gestito con maestria e sempre senza far calare il tono di propaganda, ma anche di forte motivazione ai candidati. Un'iniziativa ben organizzata, che ha fatto vedere una Lega  più che mai ancora viva e piena di entusiasmi. Giorgetti ha messo in guardia dalle liste che vogliono disturbare il Carroccio e Maroni se l'è presa con la stampa, che a suo dire a Varese è tutta ostile alla Lega. Ha poi spiegato difficoltà, ma anche grandi vantaggi di stare nella coalizione. Ora la parola passa all'elettorato e sarà questo a decidere se la "nuova gestione" con la Casa delle libertà è stata digerita. La sala piena di stendardi, manifesti e striscioni non ha sentito l'assenza del grande leader. Giorgetti e Maroni, insieme con il "vecchio" Leoni sono stati capaci di scaldare il loro popolo che da oggi cercherà di convincere varesini e varesotti sulla bontà delle nuove scelte. Il celodurismo della Lega sembra essere andato in soffitta e con questo anche la "Roma ladrona". Bisognerà ora capire, meriti amministrativi a parte, dove ce ne siano, perché gli elettori dovrebbero votare Lega e cosa li distingue dai "nuovi soci" così come sono stati definiti i partiti del Polo.

Marco Giovannelli