Barasso - La creazione di una comunità parrocchiale sovra comunale trova sostenitori e detrattori. Ci sono margini di miglioramento? Rispondono Luigi Roi e Antonio Braida
Barasso al voto: come sta la parrocchia?

La chiesa di BarassoIl ruolo della Chiesa e la parrocchia sono il tema del nuovo faccia a faccia tra i candidati di Vivere Barasso Antonio Braida e di Uniti per Barasso Luigi Roi. La mancanza di una figura esclusiva per la comunità barassese che condivide il parroco Don Norberto con Casciago e Luvinate viene vissuta con un pizzico di rammarico. È un problema sentito davvero dalla collettività? Ci sono margini di miglioramento?

Luigi Roi: «Sono direttamente impegnato nella Comunità Pastorale come membro del Consiglio Economico della stessa e vivo la realtà; anche in questo caso molto deve essere fatto nella convinzione che non si potrà mai tornare al passato quando la nostra Parrocchia era autonoma.  Don Norberto si sta impegnando molto su questo fronte e credo sia la via giusta. Il Comune, nel totale rispetto dell’autonomia della Parrocchia, può fare molto e, fino ad oggi, non ha fatto nulla soprattutto in questi ultimi 5 anni».

Antonio Braida: «Non è mio compito né mia intenzione interferire con le scelte della Chiesa. Ho un rapporto di simpatia sia con il parroco Don Norberto che con Don Marco, sono persone eccezionali che operano molto bene anche in campo sociale. Con la Parrocchia il Comune ha sottoscritto una convenzione per il recupero della Chiesetta di S. Ambrogio a Molina. Con una simile convenzione si può dare il via al recupero del salone superiore dell’Oratorio per farne un bell’auditorium».
 
 
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Giovedi 5 Maggio 2011