Busto Arsizio - Dibattito in Comunità Giovanile con sei pretendenti alla poltrona di sindaco. Il tema caldo è la Fondazione Blini: “Ricchezza per il futuro” dice Farioli, “Un doppione del Comune” ribatte Stelluti
Candidati a confronto: "La priorità sono i giovani"

Un centinaio di persone affolla la Comunità Giovanile per l’atteso confronto tra i candidati alla carica di sindaco: quasi al completo la “rosa” dei pretendenti alla poltrona di primo cittadino di Busto Arsizio, mancano soltanto Giampaolo Sablich (Movimento 5 Stelle) e Audio Porfidio (La voce della città). Quest’ultimo ha giustificato la sua assenza con una lettera: «Non è una scortesia ma una decisione ponderata, nella convinzione che in questa fase servano rispetto e concretezza, non parole vuote. Credo sia giunto il momento in cui devono contare i fatti». Tutti presenti gli altri sei: Gigi Farioli, Carlo Stelluti, Francesco Iadonisi, Antonio Corrado, Gian Pietro Rossi e Bruno Tridico.

Vista la location, inevitabile che la serata vertesse sul tema dei giovani, su cui si sono concentrate gran parte delle domande rivolte agli aspiranti sindaci. Tutti sono chiamati a esprimersi sulla rispettiva posizione in merito alle politiche giovanili, a cominciare da Rossi, uno dei relatori apparsi più a proprio agio: «Tutti hanno buone intenzioni in merito – rimarca l’ex sindaco – ma poi bisogna valutare la distanza tra il programma e la realtà. Il fatto concreto è che al mio fianco c’è una lista composta interamente da giovani. Cosa fare per i ragazzi? Innanzitutto dare loro la possibilità di svolgere un lavoro stabile, soddisfare i loro bisogni per far sì che possano poi dedicarsi agli altri. Busto ha enormi capacità inespresse, la loro realizzazione passa proprio attraverso i giovani». E se Iadonisi sottolinea la necessità di “aprire un tavolo con le associazioni”, Stelluti ricorda la centralità nel suo programma del “progetto giovani”, che prevede anche la realizzazione di una consulta per le politiche giovanili. «Mancano i luoghi perché i giovani possano esprimere le proprie potenzialità – dice invece Corrado – alcuni esistono già, come ad esempio l’ex calzaturificio Borri o il centro sociale di Sant’Anna, altri vanno creati per offrire spazi alla cultura, all’arte, all’aggregazione». Per Bruno Tridico bisogna «lavorare sulle attività ricreative e adeguare le strutture sportive, quartiere per quartiere», mentre Gigi Farioli pensa in grande: «Non basta occuparsi del tempo libero, della cultura e dello sport, queste attività vanno inserite all’interno di una politica più generale che apra prospettive per il futuro. Partiamo dalle nostreeccellenze, come le scuole e il cinema, per dare ai giovani un ruolo da protagonisti. Uno sportello dedicato? Non è sufficiente, perché offrirebbe solo una comunicazione unidirezionale: ci vuole più partecipazione». Tutti d’accordo, o quasi, ma il dibattito si accende alla domanda formulata proprio dai padroni di casa di Comunità Giovanile sulla Fondazione Blini, che lo stesso Farioli definisce «uno degli insuccessi prevalenti di questa amministrazione». «Questo ente – commenta Stelluti – ha uno spettro di compiti talmente ampio che rischia di diventare un doppione rispetto all’amministrazione comunale. C’è confusione di ruoli ed è per questo che in quattro anni non si è ottenuto nessun risultato». E Corrado rincara la dose: «È diventato solo un carrozzone di politici, bisogna che i partiti si facciano da parte ed entrino i giovani». Per il sindaco uscente, tuttavia, nonostante tutto la Fondazione è “una ricchezza per il futuro”, e Gian Pietro Rossi richiama tutti i candidati: «Chiunque diventi sindaco si deve impegnare a fare qualcosa subito, lo dobbiamo alla memoria di Giovanni Blini. Non è ammissibile che la Fondazione resti ferma a causa dei pettegolezzi politici».

Tra le altre questioni sollevate dal pubblico della Comunità c’è quella della lotta alla tossicodipendenza: anche qui le strade si dividono. Per Farioli «l’attività contro il disagio non può nascere dall’imposizione dall’alto, deve venire dalla rete, con le associazioni che lavorano concretamente sul campo», ma Stelluti ribatte: «Il compito è dell’amministrazione, il volontariato deve soltanto contribuire», e Rossi punta il dito sulla mancanza di prevenzione. Spuntano anche i temi della tutela del concepito e dei servizi per i disabili, sui quali il sindaco fa mea culpa: «Dobbiamo fare meglio contro le barriere architettoniche». Relegate al succinto question time finale altre domande spinose come quelle sul superamento del digital divide o sulla lotta alla criminalità organizzata. Vale la pena di registrare la consonanza di idee fra due dei principali candidati sul tema dell’esternalizzazione dei servizi pubblici: per Stelluti è necessario “valorizzare la competenza e non l’appartenenza politica”, mentre Farioli ribadisce che “la formula scelta garantisce il rispetto della professionalità”. Sul problema dei senzatetto, invece, l’ultima parola è di Gian Pietro Rossi: «Ogni euro che avanza deve essere usato per risolvere le emergenze sociali, e non dimentichiamoci il problema delle case popolari, troppo a lungo trascurato dall’amministrazione».

Venerdi 22 Aprile 2011