La Russia, il riarmo europeo e il declino dell’Occidente

28 Marzo 2025
Caro Direttore,
la guerra commerciale scatenata dal governo di Donald Trump con i dazi imposti ad una serie di stati sovrani , come pure il successivo ReArme Europe sono nella loro intrinseca complementarietà il segnale tangibile del declino dell’Occidente collettivo.
Sgombrando il campo dalle manipolazioni della narrazione dominante, è innanzi tutto evidente il fallimento della guerra per procura condotta dagli Usa e dalla Nato ,fino all’ultimo ucraino , contro la Russia, con il conseguente suicidio dell’Unione Europea sia sul piano diplomatico che su quello economico.
Sono molteplici le ragioni per cui la Russia non poteva essere sconfitta, e perciò di fatto gli Usa sono caduti nella trappola tesa dal nazionalismo ucraino dal 1990 al 2022, come lo storico, sociologo e antropologo Emmanuel Todd ha ben documentato nell’imprescindibile libro “La Sconfitta dell’Occidente”. Infatti la Russia, dopo il trauma della terapia neo-liberista degli anni ’90, con la fase di stabilizzazione dell’economia dell’era Putin oltre ad aver recuperato l’autosufficienza alimentare ed essere diventata esportatrice di prodotti agricoli, con introiti superiori a quelli del gas, pur con un Pil pari al 3,3% di quello occidentale ha raggiunto notevoli risultati non solo sul piano militare. Questa incredibile inversione di tendenza si è fondata sulla priorità assegnata alla produzione di beni tangibili, diversamente dal carattere fittizio del Pil americano, che con il primato tributato al settore finanziario , ha visto il crollo della produzione agricola ed industriale. Cosicchè il deficit commerciale è progressivamente esploso, poiché la società americana consuma più di quanto produce grazie al signoraggio del dollaro.
Introducendo il concetto di Pil reale Todd dimostra come nel 2022 il Pil pro capite americano di 39.520 dollari sia decisamente inferiore sia a quello della Germania che della Francia, oltre ad essere la fotografia di una società ove l’ingiustizia sociale è cresciuta a dismisura : la classe medio-alta è ormai composta solo dal 10% della popolazione. Questa estrema polarizzazione sociale è la cartina di tornasole di una società in piena disgregazione : il calo dell’aspettativa di vita nel 2021 a 76,3 anni, anche per la sommatoria delle morti per alcolismo, suicidio, omicidio, dipendenza da oppioidi , obesità, è la triste conseguenza di una decadenza morale dagli esiti nichilistici. Questa decadenza morale ha raggiunto il suo apice nelle vicende internazionali : mentre nel caso dell’Ucraina il bombardamento mediatico ha cavalcato una odiosa e devastante russofobia, dall’altro lato il terrorismo di stato israeliano ha potuto invece dispiegare indisturbato tutta la sua potenza nell’ intera area medio-orientale.
Altresì questo doppio standard spiega perché il resto del mondo, a partire dai Brics, ripudi la presunta superiorità morale dell’Occidente, e sostenga, con l’acquisto di gas e mediante forniture militari, la Russia nei suoi sforzi per contenere l’aggressività della Nato. Pertanto , così come nei sondaggi dell’ultimo triennio era emerso il crescente rifiuto dei ceti popolari nel fornire armi all’Ucraina, anche rispetto al ReArm Europe si palesa una forte contrarietà alla svolta bellicista dell’ élite europea, che come nel suo stile è completamente scissa dai reali e concreti bisogni delle classi popolari.
Infine, in questo contesto Giorgia Meloni, tanto dispensatrice di moine nei reiterati incontri internazionali quanto più che livorosa in patria, anche dopo il vertice di ieri a Parigi , dimostrando che il nostro paese non conta nulla in Europa, se l’è cavata , per non riattizzare la litigiosità di un centro-destra solo apparentemente compatto, con un escamotage – nessuna partecipazione dell’Italia se non nel quadro di una missione Onu – che tutti sanno irrealizzabile, ed un imbarazzante servilismo nei confronti di Donald Trump.
Cordiali saluti
Gian Marco Martignoni Varese 28 -3-2025
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