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Varese città giardino?

Varese - ex Macello
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1 Aprile 2025

Egregio Direttore,

Le scrivo per portare alla sua attenzione una situazione di degrado che interessa l’intera città di Varese. Le strade versano in condizioni critiche: buche, cartelli divelti e segnaletica stradale poco chiara rendono la viabilità pericolosa, soprattutto per ciclisti e motociclisti. Si è discusso molto della riqualificazione di alcune strade del centro cittadino, ma le periferie e le principali arterie di accesso, come Viale Borri e Viale Belforte, restano in uno stato di evidente abbandono. Se la condizione delle strade è indicativa del livello della città, il quadro è davvero sconfortante.

Un altro caso emblematico è Largo Flaiano, che avrebbe dovuto costituire un ingresso dignitoso per la città ma che, invece, si presenta come un’opera di scarsa qualità estetica e funzionale. A suo tempo avevo suggerito di valorizzarlo con aiuole e alberature, in linea con l’identità della “Città Giardino”, ma ci troviamo di fronte a un ingresso brutalista, caratterizzato da un guardrail frontale poco visibile e da una curva pericolosa a corsia unica, che nelle ore di punta crea comunque ingorghi simili a quelli precedenti alla realizzazione della rotonda. L’incrocio vicino  Borri/Gasparotto è spesso nel caos alle ore di punta; si è solo spostato il problema di 200 metri.

Sul fronte urbanistico, restano irrisolti molti progetti importanti. L’area dell’ex Aermacchi è in stallo e non è chiaro quando e come verrà finalmente riqualificata, anche a causa delle problematiche sollevate dalla Soprintendenza ai Beni Culturali. Ancora più grave è la vicenda dell’ex Macello Civico di Viale Belforte, dove si sarebbe potuto intervenire con attività sociali e abitazioni a canone agevolato. Grazie al PNRR erano stati ottenuti 16 milioni di euro per la riqualificazione ambientale e la rimozione dell’amianto presente sui tetti, ma la scarsa attrattività del bando ha portato alla mancata partecipazione delle imprese. Si poteva forse rendere il progetto più interessante o suddividerlo in lotti? Invece, l’area resterà probabilmente in stato di degrado ancora per molti anni a venire, mentre i fondi destinati al recupero sono andati perduti o dirottati altrove. Questo non doveva succedere!. Gli abitanti di Belforte hanno lottato anni, sia con l’ex sindaco Fontana, sia con l’attuale giunta, ma ad oggi tutto è rimasto nel degrado. Anche i bus sono ancora al loro posto, inquinando il territorio e i tempi per ogni progetto sono ormai da “calende greche”.

Un altro aspetto critico è la cultura a Varese, da troppo tempo trascurata. Manca un vero festival di rilievo per una città capoluogo, gli eventi proposti si ripetono senza innovazione e gli spazi per i giovani sono limitati. Anche luoghi dal grande potenziale, come il Sacro Monte, restano poco valorizzati per la maggior parte dell’anno. Inoltre, trovo discutibile che una giunta di sinistra faccia pagare 40-50 euro per gli eventi del Summer Festival, rendendoli accessibili solo a pochi. La cultura dovrebbe essere inclusiva e non un privilegio per chi può permettersela. A ciò si aggiunge l’incertezza sulla realizzazione del nuovo teatro, progetto di cui si sono perse le tracce.

Concludo questa riflessione con un sentimento di amarezza: Varese è ferma da decenni, la politica non è stata in grado di risolvere le problematiche fondamentali e la città continua a perdere abitanti. Dagli anni novanta ad oggi, la popolazione è diminuita di circa 10.000 unità (Busto A. ha più abitanti del capoluogo), segnale evidente di un declino che sembra inarrestabile. Siamo ancora molto lontani dal poterci proporre come capitale della cultura. Ci arriveremo mai?

Mi auguro che questa lettera possa stimolare un dibattito costruttivo sulla città, coinvolgendo tutti coloro che hanno a cuore il futuro di Varese e non solo.

Cordiali saluti,

Renzo Dalle Fratte

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